Menandro: il comico raffinato (parte I)

Vi propongo, in traduzione, l'introduzione a Menandro siglata da Philippe Renault


Alla fine del quarto secolo, benché il suo ruolo politico fosse in declino, Atene continua malgrado tutto a godere di una rinomanza culturale considerevole. Ripiegata su se stessa, sballottata tra i diversi pretendenti alla successione di Alessandro, la città riesce ancora a sopravvivere, benché la vita cittadina abbia perso il suo splendore: dopo Demostene e i suoi vigorosi attacchi contro la Macedonia, non c’erano più stati oratori capaci di galvanizzare il morale degli Ateniesi, che tendevano ad allontanarsi sempre più dalla vita pubblica. Inoltre, il periodo storico non si prestava più a violente diatribe politiche a alle caricaturedei poeti comici. Alla commedia di Aristofene subentra una commedia disancorata dalla politica,nettamente più intimistica e preoccupata di dipingere caratteri individuali nella gestione di intrighi domestici. Il rappresentante più tipico di questa commedia detta “nea” (o nuova) per differenziarla dalla commedia “archaia” (o antica, caratteristica di Aristofane) è senza dubbio Menandro.

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