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Un giorno questo dolore ti sarà utile

Un romanzo di Paul Cameron


Abstract: James ha 18 anni e vive a New York. Finita la scuola, lavoricchia nella galleria d’arte della madre, dove non entra mai nessuno: sarebbe arduo, d’altra parte, suscitare clamore intorno a opere di tendenza come le pattumiere dell’artista giapponese che vuole restare Senza Nome. Per ingannare il tempo, e nella speranza di trovare un’alternativa all’università (”Ho passato tutta la vita con i miei coetanei e non mi piacciono granché”), James cerca in rete una casa nel Midwest dove coltivare in pace le sue attività preferite — la lettura e la solitudine —, ma per sua fortuna gli incauti agenti immobiliari gli riveleranno alcuni allarmanti inconvenienti della vita di provincia. Finché un giorno James entra in una chat di cuori solitari e, sotto falso nome, propone a John, il gestore della galleria che ne è un utente compulsivo, un appuntamento al buio…

Breve commento: Che soffio d’aria fresca! Un Barney meno cinico e logorroico, ammaliante nelle sue contraddizioni e nel suo agire “disadattato” (sic!), alla confusa ricerca di se stesso, sa regalare qualche ora serena e suggerire pensieri non banali. Lo stile è lieve, carezzevole, piacevolissimo

Frasi estrapolate dal testo:

Ogni tanto qualcuno diceva forte sstt! A e calava il silenzio, ma poi voci e mandibole si risvegliavano e divampavano qua e là come un incendio non completamente spento.

Un gruppo di studenti convinti di essere dei gran fighi e perciò considerati gran fighi dagli altri

Penso che la psicoterapia sia un concetto fuorviante delle società capitalistiche, in base al quale il crogiolarsi nell’analisi della propria vita sostituisce l’atto stesso di viverla.

Quasi tutti pensano che le cose non sono vere finché non sono state dette, che sia la comunicazione, non il pensiero, a dargli legittimità. E’ per questo che la gente vuole sempre che gli si dica: “ti amo, ti voglio bene”. Per me è il contrario: i pensieri sono più veri quando vengono pensati, esprimerli li distorce e li diluisce, la cosa migliore è che restino nell’hangar buio della mente, nel suo clima controllato, perché l’aria e la luce possono alterarli come una pellicola esposta accidentalmente

“Quando desideri con tutto il cuore che qualcuno ti ami, dentro ti si radica una follia che toglie ogni senso agli alberi, all’acqua e alla terra. E per te non esiste più nulla, eccetto quell’insistente, profondo, amaro bisogno. Ed è un sentimento comune a tutti, dalla nascita alla morte” (Denton Welch, Diario, 8 maggio 1944, h.23.15)