Questo sito contribuisce alla audience di

Il corvo e la volpe

Il potere dell'adulazione in una favola di Esopo


E’ sottile ironia esopica che il corvo (korax) sia vittima di un adulatore (kolax). Solo una consonante di differenza, a distinguere il vuoto gracchiare fastidioso dalla suadente falsità dell’adulazione.
Ognuno di noi, infatti, ha un unico argomento di conversazione: se stesso, o meglio la proiezione migliorativa e favolistica di se stesso. L’adulatore permette di cullarci in questa illusione, stuzzica le corde del nostro narcisismo e ottiene, dall’ego gratificato, aiuto e consenso.
Non è un caso che chi dice spesso “io, io” è poi condannato all’”oi, oi” della disillusione e del rimpianto. Non attecchisce adulazione dove non c’è ambizione. La fatua sicumera del corvo offre il destro alla melliflua azione della volpe.
Leggiamo insieme:

Κόραξ κρέας ἁρπάσας ἐπί τινος δένδρου ἐκάθισεν.
Un corvo, avendo rubato un pezzo di carne, si sistemò su un albero.

Ἀλώπηξ δὲ θεασαμένη αὐτὸν καὶ βουλομένη τοῦ κρέατος περιγενέσθαι στᾶσα ἐπῄνει αὐτὸν ὡς εὐμεγέθη τε καὶ καλόν, λέγουσα καὶ ὡς πρέπει αὐτῷ μάλιστα τῶν ὀρνέων βασιλεύειν, καὶ τοῦτο πάντως ἂν ἐγένετο, εἰ φωνὴν ἔχειν.
Una volpe, avendolo visto e volendo impadronirsi della carne, fermatasi, lo lodava in quanto grande e bello, aggiungendo anche che regnerebbe davvero sugli uccelli come si deve, e che, se avesse una bella voce, questo accadrebbe a maggior ragione.

Ὁ δὲ παραστῆσαι αὐτῇ θέλων ὅτι καὶ φωνὴν ἔχει, ἀποβαλὼν τὸ κρέας μεγάλα ἐκεκράγει.
E il corvo, volendo dimostrarle che aveva anche la voce, avendo fatto cadere la carne, si era messo a gracchiare sonoramente.

Ἐκείνη δὲ προσδραμοῦσα καὶ τὸ κρέας ἁρπάσασα ἔφη·
La volpe, essendosi avvicinata rapidamente e avendo afferrato la carne disse:

” Ὦ κόραξ, καὶ φρένας εἰ εἶχες, οὐδὲν ἂν ἐδέησας εἰς τὸ πάντων σε βασιλεῦσαι.”
“Corvo non ti mancherebbe proprio nulla per regnare su tutti, se avessi cervello”.

Πρὸς ἄνδρα ἀνόητον ὁ λόγος εὔκαιρος.
Questa stori è utile per l’uomo sciocco.