Socrate e compagnia bella

Un nuovo lavoro di Luciano De Crescenzo.

Che costellazione di aneddoti emblematici e di aforismi significativi illumina il mondo classico! Non è un caso che chiunque sappia svincolarne autori e pensatori dal busto ortopedico di grammatica e di filologia in cui sono stati ingabbiati dall’Accademia degli ultimi decenni ottiene successo e gratitudine dal pubblico.
Al caso De Crescenzo era già stato dedicato uno spazio in questa rubrica. Ora che la Mondadori ha presentato, in edizione lusso, un piccolo pamphlet in cui l’autore torna ai temi a lui più cari, mi sembra doveroso tornare a riflettere su quel patrimonio di massime e pensieri che fa la fortuna di chiunque sappia parlarne.
De Crescenzo resta sulla superficie delle cose, racconta il mito e banalizza le verità ad esso sottese, propone il motto arguto e tralascia le argomentazioni che portano a certe chiose. In sostanza, come uno spogliarellista, ammicca e affascina in maniera peccaminosa per gli addetti ai lavori.
Lui stesso si vanta di essere “

come quelle scalette con tre soli gradini, che si trovano nelle biblioteche e che consentono di prendere i volumi dagli scaffali più alti

. In “Socrate e compagnia bella”, dissacratorio già nel titolo, De Crescenzo si rivolge al nipotino e, come i nonni del passato, spiega al ragazzino, che si presuppone pieno di vita e di curiosità, il senso della vita. Ad ogni autore è attribuito l’onere di chiarire un concetto: Socrate è emblema dell’amor di conoscenza, Platone del discrimine fra apparenza e realtà, Eraclito, già oggetto di una sua monografia, parla del divenire, Epicuro della felicità, sant’Agostino del peccato ed Erasmo da Rotterdam della Follia. La curiosità è caratteristica saliente di Galileo, Nietzsche è apprezzato per le considerazioni “al di là del bene e del male” e tutti insieme aiutano il nonno, che di tempo ormai ne ha poco, a spiegare al nipotino come non dilapidare fra trasmissioni televisive dementi il proprio tempo su questa terra.
Come osserva l’autore, infatti, “ tutti studiano come allungare la vita, mentre bisognerebbe sapere come allargarla”. Sono tutti concetti familiari per chiunque abbia qualche dimestichezza con la filosofia, eppure è piacevole rinverdirli, fra un sorriso e un ammiccamento, nei toni pacati di Luciano De Crescenzo.

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