Aldo, Giovanni, Giacomo e...Platone

Il mito degli Androgini diventa una gag cinematografica

Dove non arriva la razionalità giunge la fantasia.
Platone ha cosparso le sue opere filosofiche di miti, storie allegoriche che visualizzassero e chiarissero concetti altrimenti di difficile intuizione. Molti anni dopo l’infarinatura liceale, rimangono nella memoria come flash questi apologhi, mentre magari diventa più fugace il ricordo del pensiero ad essi sotteso.
Aldo, Giovanni e Giacomo, che pure non hanno alcuna pretesa culturale, sono ricorsi a Platone per spiegare il senso dell’amore, l’alchimia strana per cui, fra milioni di persone, una sola fa accelerare i battiti del cuore. Nel Simposio, magistrale dialogo che sviscera l’essenza stessa dell’amore, infatti, un commensale, Aristofane, sostiene che gli uomini, in origine, erano individui perfetti e completi, con quattro mani, quattro gambe, due teste, uniti solo per il bacino. Zeus, invidioso, li separò, costringendoli a vagare per il mondo alla ricerca della loro metà mancante.
Nel film “Tre uomini e una gamba” viene riproposto questo mito.
Seduti attorno ad un tavolo ci sono i tre comici con Marina Massironi, che parlando d’amore cita Platone. Dopo qualche gag sul famoso filosofo (“Ma lascialo perder quel Platone lì che ti ha pure lasciato”,“Sì una volta me lo ricordavo bene”, “Ho letto solo qualche pagina”) l’attrice si dà a questa spiegazione, mimando il tutto con una mela rossa, tagliata al momento giusto.
Ecco il copione

Secondo Platone l’uomo una volta era così, come questa mela, perfetto. Bastava a se stesso ed era felice. Non c’erano distinzioni fra uomini e donne. C’erano soltanto questi individui perfetti e felici, Solo che un giorno Zeus che era geloso della loro perfezione..ZAC.. E da quel giorno l’uomo ha cominciato a cercar disperatamente la propria metà perchè da solo si sentiva incompleto e infelice. Solo che per quanti tentativi facesse non riusciva mai a trovare la sua metà esatta. E non ce la fa tuttora, perché praticamente è impossibile trovar la propria metà e riconoscerla. Ci vorrebbe un miracolo”.

Mentre parla, accosta la sua mezza mela a quella di Giovanni ed Aldo senza successo, per poi far aderire la propria porzione a quella di un estasiato Giacomo. L’imbarazzo dei primi due, nell’accorgersi che le loro parti invece coincidono, è esilarante.

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