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Il “folle volo” di Luciano

La sete di conoscenza spinge Luciano ai confini dell'Oceano (Historia vera I, 5)

L’Ulisse di Dante, sprezzante conoscitore del mondo, curioso marinaio che antepone la gioia della scoperta alla tranquillità della pace, non risente in nulla dell’originale omerico (tra l’altro noto in periodo medievale solo attraverso compendi), ma fa suo un caposaldo dell’humanitas trasmesso a noi dalla cultura latina.
A me sembra, però, molto imparentato con un altro personaggio greco, il Luciano della Storia vera, che, irridendo la megalomania degli scrittori di viaggio e di storia, che propagandavano per vere storie mirabolanti ed inverosimili, compila il resoconto di un itinerario immaginifico, alla base poi del fortunato genere letterario fantascientifico. Nei toni esagerati ammicca lo scaltrito intellettuale che si sente estraneo all’alacrità mirabolante del viaggiatore; è l’uomo ellenistico che sogguarda fra ammirazione e compassione l’espansionismo romano e dimostra che i viaggi più spettacolari sono quelli che si compiono con la fantasia.
Dopo un lungo prologo, Luciano, dunque, si dà a preparare la sua spedizione:

[5]

Ὁρμηθεὶς γάρ ποτε ἀπὸ Ἡρακλείων στηλῶν καὶ ἀφεὶς εἰς τὸν ἑσπέριον ὡκεανὸν οὐρίωι ἀνέμωι (in questo codice lo iota è sempre inscritto, n.d.R.) τὸν πλοῦν ἐποιούμην. αἰτία δέ μοι τῆς ἀποδημίας καὶ ὑπόθεσις ἡ τῆς διανοίας περιεργία καὶ πραγμάτων καινῶν ἐπιθυμία καὶ τὸ βούλεσθαι μαθεῖν τί τὸ τέλος ἐστὶν τοῦ ὡκεανοῦ καὶ τίνες οἱ πέραν κατοικοῦντες ἄνθρωποι.

Essendomi infatti imbarcato allora dalle colonne d’Ercole ed essendomi allontanato verso l’oceano occidentale, compii la navigazione con venti favorevoli; per me furono motivo di partenza sia la curiosità intellettuale sia il pungolo della mente sia il desiderio di novità sia il voler imparare che cosa ci sia alla fine dell’oceano e chi siamo gli uomini che abitano lontano.

τούτου γέ τοι ἕνεκα πάμπολλα μὲν σιτία ἐνεβαλόμην, ἱκανὸν δὲ καὶ ὕδωρ ἐνεθέμην, πεντήκοντα δὲ τῶν ἡλικιωτῶν προσεποιησάμην τὴν αὐτὴν ἐμοὶ γνώμην ἔχοντας, ἔτι δὲ καὶ ὅπλων πολύ τι πλῆθος παρεσκευασάμην καὶ κυβερνήτην τὸν ἄριστον μισθῶι μεγάλωι πείσας παρέλαβον καὶ τὴν ναῦν - ἄκατος δὲ ἦν - ὡς πρὸς μέγαν καὶ βίαιον πλοῦν ἐκρατυνάμην

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Perciò imbarcai moltissimo cibo, aggiunsi anche acqua bastevole, scelsi cinquanta compagni che avevano un modo di vedere uguale al mio, preparai anche una certa quantità di armi e, dopo aver arruolato con un grande compenso il miglior nocchiero, preparai anche la nave (era infatti una bagnarola )per essere pronto ad un viaggio lungo e difficile.