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La finestra dei Rouet

Adelphi ripropone un nuovo, bel romanzo di Georges Simenon

Georges Simenon La finestra dei Rouet Adelphi, 2009
Letto nel luglio 2009 Voto:9

Abstract
In un modesto appartamento di Faubourg Saint-Honoré, una donna sta ricucendo un vecchio vestito. Al di là della porta che divide la sua stanza da quella attigua, due corpi giovani si stiracchiano rumorosamente dopo aver fatto l’amore, «crogiolandosi in quell’odore di bestia umana»: la donna sente tutto, immagina ogni gesto. Dall’altra parte della strada vive la ricchissima famiglia dei Rouet, proprietari non solo del palazzo in cui abitano, ma di buona parte dei palazzi intorno. Per ore e ore, da dietro le persiane accostate, la donna spia i loro movimenti…

Breve commento:

“Omm crunànt, femmna finestrànt, vigna ciancialosa (uomo bigotto, sempre con la corona del rosario in mano, donna che sta sempre alla finestra, vigna improduttiva) ah, Gesù, che brutta cosa!”sentenziava spesso mia nonna. La protagonista di questo libro di Simenon è una “femmna finestrànt”, che vive l’esistenza altrui per aver sperperato nella rinuncia la propria. La carnalità di certi pensieri, la solita maestria descrittiva dell’autore, la prospettiva insolita, la mesta conclusione…ah, Gesù, che bella cosa!”

Frasi estrapolate dal testo:
(parlando di un naso troppo lungo) Due o tre millimetri che forse la hanno trasformato il carattere, che l’hanno resa timida, suscettibile e cupa.

Una forma di difesa istintiva, inconscia: trasformare una fredda necessità in un vizio per renderla più accettabile

Era quella la vita? Un po’ di infanzia inconsapevole, una breve adolescenza poi il vuoto, un continuo susseguirsi di preoccupazioni, di grattacapi, di piccole incombenze e, a quaranta anni, già la sensazione della vecchiaia, di una china da percorrere mestamente.