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L'arte di rubare

Gara di furti nell'Anabasi (Xen. An. IV 14-16)

A voce alta e chiara, tutti si professano innocenti e si scagliano contro ladri e rapinatori; contemporaneamente, però, cercano di impadronirsi della roba altrui. Se, fortunatamente, ben pochi hanno l’ardire di penetrare, armi alla mano, nelle abitazioni private per rubare, quasi tutti mettono da parte remore e dubbi se si tratta di saccheggiare lo stato. Ciò che è di tutti non è di nessuno.
Si può rubare sulle tasse o sull’orario o sull’abuso di assistenza. L’importante è avere, è prendere, mentre l’esempio di impuniti in libertà, o peggio al potere, aumenta la sfiducia nelle istituzioni e nell’onestà come regola di vita.
Il discorso è annoso: lo ritroviamo nell’eterno scontro fra Sparta e Atene, fra il furto come valore istituzionalizzato e come prassi tollerata e invidiata.
Quando si tratta di ingannare i nemici, Senofonte e Chirosofo sono pronti ad ammettere non solo la licenza di rubare, ma anche l’orgoglio e l’abilità nel farlo.
Leggiamolo insieme:

[4.6.14]ἀτὰρ τί ἐγὼ περὶ κλοπῆς συμβάλλομαι;

Ma poi che cosa aggiungo io sul furto?

ὑμᾶς γὰρ ἔγωγε, ὦ Χειρίσοφε, ἀκούω τοὺς Λακεδαιμονίους ὅσοι ἐστὲ τῶν ὁμοίων εὐθὺς ἐκ παίδων κλέπτειν μελετᾶν, καὶ οὐκ αἰσχρὸν εἶναι ἀλλὰ καλὸν κλέπτειν ὅσα μὴ κωλύει νόμος.

Chirisofo, con certezza infatti io sento che voi Spartani, tutti quelli che siete fra gli Uguali, vi attrezzate a rubare fin da bambini e che il rubare ciò che non vieta la legge non è turpe, ma valoroso.

[4.6.15] ὅπως δὲ ὡς κράτιστα κλέπτητε καὶ πειρᾶσθε λανθάνειν, νόμιμον ἄρα ὑμῖν ἐστιν, ἐὰν ληφθῆτε κλέπτοντες, μαστιγοῦσθαι.

E, affinché voi rubiate e impariate a nascondervi il più abilmente possibile, è costume per voi, essere frustati se siete scoperti a rubare.

νῦν οὖν μάλα σοι καιρός ἐστιν ἐπιδείξασθαι τὴν παιδείαν, καὶ φυλάξασθαι μὴ ληφθῶμεν κλέπτοντες τοῦ ὄρους, ὡς μὴ πληγὰς λάβωμεν.-
Adesso è dunque il momento per te di mettere a frutto l’insegnamento e badare a che non siamo scoperti mentre ci impadroniamo del monte, per non prendere brutti colpi.

[4.6.16] -ἀλλὰ μέντοι, ἔφη ὁ Χειρίσοφος, κἀγὼ ὑμᾶς τοὺς Ἀθηναίους ἀκούω δεινοὺς εἶναι κλέπτειν τὰ δημόσια, καὶ μάλα ὄντος δεινοῦ κινδύνου τῷ κλέπτοντι, καὶ τοὺς κρατίστους μέντοι μάλιστα, εἴπερ ὑμῖν οἱ κράτιστοι ἄρχειν ἀξιοῦνται· ὥστε ὥρα καὶ σοὶ ἐπιδείκνυσθαι τὴν παιδείαν.

-ma certo, rispose Chirosofo, anch’io sento che gli Ateniesi sono abili a rubare il denaro pubblico, sebbene il rischio per il ladro sia terribile, che (lo sono) soprattutto I potenti se per voi I potenti sono degni di governare; per questo anche per te (è) il momento di mostrarci il tuo apprendimento