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Zia Mame

Un romanzo travolgente di Patrick Dennis riproposto da Adelphi

Patrick Dennis Zia Mame, Adelphi, 2009 (pp.380)
Letto nel settembre 2009 Voto:8

Abstract:
Immaginate di essere un ragazzino di undici anni nell’America degli anni Venti. Immaginate che vostro padre vi dica che, in caso di sua morte, vi capiterà la peggiore delle disgrazie possibili, essere affidati a una zia che non conoscete. Immaginate che vostro padre - quel ricco, freddo bacchettone poco dopo effettivamente muoia, nella sauna del suo club. Immaginate di venire spediti a New York, di suonare all’indirizzo che la vostra balia ha con sé, e di trovarvi di fronte una gran dama leggermente equivoca, e soprattutto giapponese. Ancora, immaginate che la gran dama vi dica “Ma Patrick, caro, sono tua zia Mame!”, e di scoprire così che il vostro tutore è una donna che cambia scene e costumi della sua vita a seconda delle mode, che regolarmente anticipa. A quel punto avete solo due scelte, o fuggire in cerca di tutori più accettabili, o affidarvi al personaggio più eccentrico, vitale e indimenticabile che uno scrittore moderno abbia concepito, e attraversare insieme a lei l’America dei tre decenni successivi in un foxtrot ilare e turbinoso di feste, amori, avventure, colpi di fortuna, cadute in disgrazia che non dà respiro - o dà solo il tempo, alla fine di ogni capitolo, di saltare virtualmente al collo di zia Mame e ringraziarla per il divertimento.

Breve commento:

Un delizioso personaggio, zia Mame. La verve di una Bridget Jones nelle pose raffinate di un arbiter elegantiarum. Alcune scene sono francamente esilaranti, ma è proprio nel frammentismo il limite principale del romanzo. Quando ci si assuefà agli entusiasmi travolgenti e alle immancabili gaffes di zia Mame, la lettura diventa meno allegra. Le situation comedies più divertenti sono, secondo me, lo scontro con i sei bambini, le esperienze lavorative e il primo impatto con il nipotino. L’erudito saggio in postfazione perde in fascino quanto acquista in consapevolezza. La vita dell’autore, così diametralmente lontana dagli scintillii di questo romanzo, lascia una nota amara in una lettura molto piccante.

Frasi estrapolate dal testo:

Se avesse conosciuto quei suoi piccoli compatrioti, Churcill si sarebbe immediatamente alleato con Hitler.

Gli inflisse la versione integrale, e piuttosto articolata, delle sue disgrazie.

Uno stile di vita assiro.

Di qui avanti la libertà si fa licenza

Curiosità:

Patrick Dennis (pseudonimo preferito di Edward Everett Tanner III) fece precedere al lancio del libro una lettera a tutti i librai così articolata: “ caro libraio, quel cialtroncello di mio nipote Patrick ha scritto un libro su di me che trovo estremamente scurrile e soprattutto per nulla veritiero. Pensa, racconta che una volta mi sarei fatta beccare nuda in un dormitoio di Princeton. Smentisco nel modo più categorico: non era Princeton, era Yale. Dunque, sappi che farò causa a Patrick. Farò causa all’editore. E, nel caso tu venda anche una sola copia del libro, farò causa anche a te. Baci baci baci. Mame”