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Il rosso e il blu

Cuori ed errori nella scuola italiana raccontati da Marco Lodoli

Abstract

Marco Lodoli non è soltanto uno scrittore, ma anche un insegnante, un professore nelle scuole superiori. Ogni giorno, in presa diretta si incontra e scontra con la scuola, con gli studenti e con il diffìcile e appassionante mestiere di insegnante. In “Il rosso e il blu” abbandona la finzione narrativa e, attraverso brevi ma folgoranti osservazioni, affronta i molti “cuori ed errori” che sono disseminati nella scuola italiana, e di cui è testimone quotidiano, esprimendo così il suo punto di vista sui tanti temi che entrano nel dibattito pubblico sull’educazione scolastica e i giovani di oggi: dal momento topico dell’esame di maturità alla piaga emergente del bullismo; dalla straniarne e defatigante esperienza delle gite di classe al problema della droga. Dall’angoscia degli studenti per il loro futuro, alla sintonia magica che talvolta si crea con il loro professore. Si delinea cosi un percorso mai scontato, dove la chiarezza espressiva è contemperata dalla profondità di giudizio. Gli errori della scuola sono solo un aspetto della questione. Non avrebbero senso e importanza, se dietro di essi non ci fosse la passione, insomma i cuori

Breve commento
Pura poesia. La musicalità dello stile avvolge il lettore ed è bello riflettere sospesi in questa nube armonica in cui ogni parola sta al posto giusto in piena eufonia con le altre. I momenti descrittivi sono gustosi, le parentesi di riflessione profonde. L’unico dispiacere sta nel rinserire il libro sullo scaffale dopo la goduriosa lettura

Frasi estrapolate dal testo
“Ti annoi perché sei noioso” (E. Morante)

Dieci milioni di audience significano solo dieci milioni di persone sole e mute di fronte alla televisione.

Una vita che non si individua è una vita sprecata (Jung)

Il pomeriggio degli adolescenti è una prateria arida e sconfinata dove non c’è più nessuno a controllarli, a dire fammi vedere il diario, a dire leggi e ripeti la lezione. Nella casa vuota regna la televisione sempre accesa, la chat zampillante di messaggi, il telefonino ululante; regna una libertà improduttiva, mentre lo zaino della scuola ammuffisce in un angolo.


Curiosità

Per la prima volta nella storia si verifica un paradosso difficile da comprendere: manca il necessario e abbonda il superfluo: Il giovane italiano non ha casa sua e forse neanche la desidera, non ha un lavoro stabile su cui fare affidamento, non ha alcuna intenzione di mettere su famiglia, non pensa affatto a risparmiare per raggiungere l’indipendenza.[…] Eppure il ragazzo italiano qualche euro lo tira su, un part-timr in un call center lo rimedia, un contrattino volante lo acciuffa, e seicento o settecento euro al mese gli entrano in tasca. Con quei soldi naturalmente non si può aspettare di varare una vita nuova, basterebbero appena per l’affitto di cinquanta metri quadri, e poi la lavatrice chi la compra, la colazione chi la paga, la rata del riscaldamento chi la copre?[…] Insomma il giovane italiano non ha in tasca abbastanza soldi per diventare adulto, ma ne ha a sufficienza per togliersi un po’ di sfizi.