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Una capra allatta un bambino abbandonato

La versione di maturità classica assegnata nel settembre 1953

Quella proposta nella seconda sessione del 1953 è una versione estremamente semplice, tratta da uno dei primi romanzi al mondo: il bel Dafni e Cloe che sarebbe auspicabile fossero riproposti in una traduzione moderna.
Fornisco qui la traduzione più letterale possibile, convinta che le difficoltà degli studenti siano legate più all’identificazione di costrutti e sintagmi che all’effettiva resa in italiano. È notevole, nella versione, l’utilizzo di un linguaggio semplice, asciutto e il passaggio continuo dal presente all’imperfetto per simulare le incertezze di un racconto orale.

Ecco la versione: Ἐν τῷ ἀγρῷ νέμων, αἰπόλος, Λάμων τοὔνομα, παιδίον εὗρεν ὑπὸ μιᾶς τῶν αἰγῶν τρεφόμενον.
Mentre pascolava in un campo, un capraio di nome (accusativo di relazione con crasi) Lamone trovò un bimbo allattato da una delle capre.

Δρυμὸς ἦν καὶ λόχμη βάτων καὶ κιττὸς ἐπιπλανώμενος καὶ πόα μαλθακή, καθ´ ἧς ἔκειτο τὸ παιδίον.
C’era un querceto e un ginepraio di rovi e l’edera che vi si arrampicava e l’erba morbida su cui stava il bambino (da notare la concordanza a senso: il verbo ἦν è utilizzato ek koinou da diversi soggetti, per suggerire l’unicità del locus amoenus su cui è ambientata la prima parte del romanzo)

Ἐνταῦθα ἡ αἲξ θέουσα συνεχὲς ἀφανὴς ἐγίνετο πολλάκις καὶ τὸν ἔριφον ἀπολιποῦσα τῷ βρέφει παρέμενε.
La capra, correndo là in continuazione, diventava spesso irreperibile e, avendo lasciato il capretto, andava vicino al neonato.

Φυλάττει τὰς διαδρομὰς ὁ Λάμων οἰκτείρας ἀμελούμενον τὸν ἔριφον, καὶ μεσημβρίας ἀκμαζούσης κατ´ ἴχνος ἐλθὼν ὁρᾷ τὴν μὲν αἶγα πεφυλαγμένως περιβεβηκυῖαν, μὴ ταῖς χηλαῖς βλάπτοι πατοῦσα, τὸ δὲ ὥσπερ ἐκ μητρῴας θηλῆς τὴν ἐπιρροὴν ἕλκον τοῦ γάλακτος.
Lamone spia le fughe, avendo commiserato il capretto trascurato, e, proprio a mezzogiorno (attenti al genitivo assoluto: infuriando il mezzogiorno), essendo andato dietro alle orme vede che la capra camminava (participio predicativo con verbo di senso) attentamente per non ferirlo colpendolo con gli zoccoli e quello (il neonato, che in greco è un sostantivo neutro ed è quindi ben reso da τὸ δὲ) succhiava il flusso del latte come da un seno materno.

Θαυμάσας, ὥσπερ εἰκὸς ἦν, πρόσεισιν ἐγγὺς καὶ εὑρίσκει παιδίον ἄρρεν, μέγα καὶ καλὸν
Essendosi meravigliato, come era prevedibile, arriva vicino e trova un neonato, un maschietto, grande e bello.