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Abuso di legittima difesa per il papà di Eutifrone

Platone fa luce su un delitto nell'antica Atene (Platone, Eutifrone 4c/d)

Guai seri ad avere un figlio come Eutifrone!
Aristofane aveva da poco ridicolizzato nelle Nuvole quei genitori che, facendo studiare i figli, li rendevano tronfi, pigri e presuntuosi, quando Platone offrì con Eutifrone un chiaro esempio di rampollo problematico.
Forte della sua moralità, arrogante nel considerarsi depositario di ogni bene, questo giovanotto incontra Socrate davanti al portico dell’arconte basileus, dove si discutono le cause giudiziarie.
Il filosofo, come ben sappiamo, è stato convocato per l’accusa di empietà e corruzione dei giovani mossagli da Melito del borgo di Pitteo; Eutifrone è lì invece nelle vesti di accusatore.
Imputato, il vecchio padre, colpevole di omicidio.
Ma era davvero omicidio?
Sentiamo dalla bocca dello stesso Eutifrone la dinamica degli eventi:

Ἐπεὶ ὅ γε ἀποθανὼν πελάτης τις ἦν ἐμός, καὶ ὡς ἐγεωργοῦμεν ἐν τῇ Νάξῳ, ἐθήτευεν ἐκεῖ παρ᾽ ἡμῖν.
Siccome il morto era un mio operaio e dato che facevamo lavori agricoli a Nasso, abitava lì da noi.

Παροινήσας οὖν καὶ ὀργισθεὶς τῶν οἰκετῶν τινι τῶν ἡμετέρων ἀποσφάττει αὐτόν.
Essendosi ubriacato e poi irritato con uno dei nostri servi, lo scanna.

Ὁ οὖν πατὴρ συνδήσας τοὺς πόδας καὶ τὰς χεῖρας αὐτοῦ, καταβαλὼν εἰς τάφρον τινά, πέμπει δεῦρο ἄνδρα πευσόμενον τοῦ ἐξηγητοῦ ὅτι χρείη ποιεῖν.
Allora mio padre, avendogli legato i piedi e le mani, dopo averlo gettato in un fosso, manda un uomo per domandare all’Esegeta (interprete ufficiale delle leggi, n.d.T) che cosa bisognasse fare.

Ἐν δὲ τούτῳ τῷ χρόνῳ τοῦ δεδεμένου ὠλιγώρει τε καὶ ἠμέλει ὡς ἀνδροφόνου καὶ οὐδὲν ὂν πρᾶγμα εἰ καὶ ἀποθάνοι, ὅπερ οὖν καὶ ἔπαθεν·
E in questo periodo non si cura e si disinteressa del suo prigioniero in quanto assassino e non si preoccupa per niente se anche muoia, cosa che poi subì addirittura.

ὑπὸ γὰρ λιμοῦ καὶ ῥίγους καὶ τῶν δεσμῶν ἀποθνῄσκει πρὶν τὸν ἄγγελον παρὰ τοῦ ἐξηγητοῦ ἀφικέσθαι.
Muore per la fame e il freddo e le catene prima che il messaggero ritorni dall’Esegeta.

Già dal modo di parlare, Eutifrone risulta antipatico: non c’è compassione per il morto, mai nominato se non come proprio lavorante (insopportabile l’enfasi concessa ai possessivi), non c’è umanità neppure nel descrivere le azioni del padre, coordinate malmente fra loro. Quel che a Eutifrone importa è il giudizio morale, l’accusa di inadempienza formulata ripetutamente, con una serie di sinonimi (ὠλιγώρει e ἠμέλει e addirittura la perifrasi οὐδὲν ὂν πρᾶγμα, propria del lessico popolare) spropositata rispetto alla freddezza del resoconto precedente.
Giustamente il padre di Eutifrone è arrabbiatissimo con il figlio, che, lungi dal proteggere la famiglia, date anche le circostanze del caso, si fa accusatore.