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Chiarimento

Domanda

Cara Professoressa Colella, la ringrazio moltissimo per avermi risposto così velocemente! Se non le dispiace, mi interesserebbe particolarmente approfontire la questione che lei mi ha posto, ovvero se vale la pena di "immolarsi all'altare delle Lettere Classiche". In particolare vorrei chiederle che cosa intende esattamente quando afferma "Credo che si possa godere di più e meglio dell'inesausta lezione dei classici affiancandola ad una diversa attività lavorativa". Grazie ancora per l'attenzione, un saluto, Enrico

Risposta

Caro Enrico,
questa volta non sono stata altrettanto celere nella risposta e te ne chiedo scusa.
Che cosa intendevo dire?
Che lo studio accademico delle lettere classiche, oggi, non offre soddisfazioni intellettuali. QUel po' di greco che si impara al liceo si dimentica nell'ateneo, dove sono dedicate lezioni iperspecialistiche ai letterati minori e sono tralasciati i maggiori.
Ti faccio l'esempio dei miei corsi monografici (cioè degli argomenti che si approfondiscono per l'esame, ferma restando l'obbligatoria infarinatura generale su tutta la letteratura):
ITALIANO 1: il futurismo
ITALIANO 2: Salvatore Satta
LATINO 1: IL Satyricon (Petronio), versi oraziani in Gaspare de Torres
LATINO 2: Gli adelphoe (Terenzio), la cosmetica in età imperiale
GRECO 1: I mimiambi di Ero(n)da
GRECO 2: Stesicoro e, strano ma vero, lo "Ione" di Platone.
Per ogni singolo rigo di queste opere minori, fioriscono polemiche esegetiche e filologiche e, per mirare al particolare, si perde di vista l'unità di insieme.
Ci si confina così nella mai abbastanza deprecata torre d'avorio intellettuale: i discorsi di ampio respiro che ti stanno affascinando a scuola si stringono in sfoggi sterili di erudizioni, in gare di citazione, in particolarismi forzosi.
Non è un caso che i migliori divulgatori non provengano dall'ambito accademico, ma abbiano assaporato i classici secondo il loro estro disordinato, attingendo direttamente dalle opere e non dai poderosi commentari tedeschi del secolo scorso o dagli scoli di età alessandrina. Medici, ingegneri, avvocati, ma anche braccianti ed operai mantengono allenata la mente con incursioni nei classici; i classicisti, invece, la atrofizzano spesso fossilizzandosi su un lemma, un metro, uno spirito.
Ammettendo anche che tu riesca ad evitare queste tendenze erudite ed a sfuggire la lusinga di una carriera universitaria (lenta, insicura, corrotta), quali prospettive ti si aprono dopo la laurea? Anni di disoccupazione, precariato e poi, a coronamento di tutti i sogni, una cattedra liceale sempre meno stimolante e sempre più disprezzata socialmente!
Per questo ti consiglio di procurarti una guida dello studente della facoltà di Lettere e analizzare il programma dei singoli esami o magari di seguire qualche lezione (sono aperte a tutti), prima di iscriverti.
In ogni caso, fammi sapere che cosa desidererai.
Un augurio affettuoso di buon Natale
Benedetta

ilg*** - 16 anni e 6 mesi fa
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