Gva, obiettivo sulle comunità straniere di Anversa

Dopo Amsterdam, Anversa è la città al mondo con il più alto numero di comunità straniere

una della comunità straniere ad anversa

Dopo Amsterdam, Anversa è la città al mondo con il più alto numero di comunità straniere. Il dato non sorprende chi l’ha visitata. Magari non ha pensato che fosse la seconda al mondo, ma tra le prime sì. Si potrebbe sintetizzare così Anversa: “il mondo in quattrocentomila abitanti”.

Dalla forte e rinomata comunità ebraica ai portoghesi per arrivare alle popolazioni dell’Est, come ex jugoslavi, turchi e polacchi. Ma non solo.

Per questo motivo, la “Gazet van Antwerpen”, il più importante quotidiano della città, ha deciso di fare degli inserti sugli stranieri che vivono ad Anversa. Se si vuole, anche una guida alternativa della città.

Si è cominciato il 2 ottobre 2008 con l’Afghanistan e si chiude all’inizio del 2010 con la Svizzera. Si va in rigoroso ordine alfabetico (naturalmente, quello nederlandese). Vengono raccontate storie di stranieri che hanno avuto coraggio, spirito di iniziativa e fortuna e che ce l’hanno fatta a costruirsi una vita ad Anversa. E poi, interviste, ricette, indirizzi di ristoranti e di negozi. Spazio anche alle associazioni del Paese di turno. I lettori possono conoscere anche un po’ della lingua e della cultura dello Stato di cui si parla.

Commenti dei lettori

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  • Profilo di isaurico

    isaurico

    30 Jul 2009 - 07:34 - #1
    0 punti
    Up Down

    La convivenza tra tutte queste etnie è pacifica o provoca qualche attrito? C’è un processo di osmosi tra le varie comunità? Grazie!!!

    La convivenza tra tutte queste etnie è pacifica o provoca qualche attrito? C’è un processo di osmosi tra le varie comunità? Grazie!!!

    ho avuto modo di parlare una persone che abita ad Anversa e con una che ci ha abitato ed entrambe mi hanno detto la stessa cosa: le comunità sono abbastanza chiuse.questo eviterebe gli scontri, soprattutto tra ebrei e arabi, i cui quartieri sono abbastanza ben delineati, soprattutto quello ebraico.

    in molti bar di comunità, ho avuto anch’io l’impressione che fossero quasi un’esclusiva di quella comunità. ma questa ce l’ho anche a milano, con bar etiopi ed eritrei, per esempio.

    tuttavia, credo che in una metropoli (anversa lo è, a prescindere dal numero di abitanti) un processo di osmosi sia inevitabile, soprattutto se è una metropoli portuale e commerciale e abituata da secoli agli stranierii solo per fare un esempio, mi riferiscono che certe scuole cattoliche sono frequentate anche da ragazze musulmane. ma questo è solo un caso. un giro per la città moltiplicherà sicuramente gli esempi.

    grazie per la domanda

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