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Hikikomori: adolescenti che si isolano

Le cause di tale fenomeno e l'aiuto che i genitori possono dare ai figli adolescenti per prevenirlo

adolescenti che si ritirano nella loro stanza per anni

“Spesso se ne stava lì intere e lunghe notti, senza dormire un minuto e raschiando per delle ore il cuoio. Oppure, senza spaventarsi della fatica, spingeva una seggiola verso la finestra, si arrampicava sul davanzale puntellandosi sulla sedia e vi si affacciava poi, evidentemente per un vago ricordo del senso di liberazione che provava una volta a spaziare fuori con lo sguardo” (La metamorfosi, F.Kafka)

Come non riconoscere in Gragor Samsa, il tragico protagonista del romanzo di Kafka, un precursore dell’hikikomori? Recluso nella propria stanza, isolato dalla comunità, completamente solo, guarda il mondo dalla finestra e ascolta le voci dei familiari attraverso la porta.

Il termine hikikomori (hiku, indietreggiare, e komoru, isolarsi) arriva dal Giappone, dove il fenomeno è molto diffuso: si stima che circa un milione di ragazzi giapponesi, adolescenti e post-adolescenti, si ritirano nella loro stanza, rifiutando qualsiasi contatto con il mondo esterno, eccetto quello tramite internet, la moderna finestra kafkiana. Lasciano la scuola, non cercano lavoro, non frequentano i coetanei. Spesso non comunicano neppure con i famigliari che vivono con lui.

Perchè questi ragazzi, la maggior parte maschi, arrivano a tale comportamento?

Chi lo ha studiato più da vicino, il dott. Tamaki Saito, fa notare che alla base di tale decisione ci sono esperienze negative, come essere vittima di bullismo o il fallimento scolastico. Queste condizioni sono il primo passo verso un sentimento di frustrazione e insoddisfazione, che tende ad acuirsi in una società, soprattutto come quella giapponese, dove le aspettative personali e sociali, sono molto elevate: il successo personale riveste un ruolo importantissimo che determina una pressione molto elevata nei confronti dei giovani. Come in una spirale verso il buio, il fallimento scolastico o sociale inducono l’adolescente all’apatia e l’insicurezza, spingondolo ad isolarsi, ad allontanarsi sempre più da quella società che tanto richiede e tante frustrazioni dà. Genitori costretti a trascorrere tutta la loro giornata a lavorare, con i quali diventa difficile comunicare, e le infinite possibilità di internet di conoscere, giocare, crearsi gratificanti mondi virtuali, agevolano ulteriormente l’hikikomori.

In italia il fenomeno è ancora poco diffuso: adolescenti isolati ce ne sono, ma i casi di reclusione sono ancora pochi e soprattutto di durata inferiore rispetto ai coetanei nipponici. Tre-quattro anni contro i cindici-venti del Giappone.

È necessario, comunque, iniziare a chiedersi come fare per aiutare questi ragazzi e, considerato il benvenuto ritardo nostrano, cercare di prevenirlo. Come afferma drammaticamente Miki, un hikikomori italiano intervistato dal Corriere della Sera : “In Italia siamo mostruosamente indietro ma la necessità di isolarsi dall’orribile mondo esterno vedo che si diffonde sempre di più.”
L’adolescenza è quella fase della vita nella quale il ragazzo sperimenta se stesso nel mondo, lottando per la ricerca di autonomia dalla famiglia e di una propria identità adulta. Aumentano gli spazo di indipendenza, ma rimane il bisogno di avere indicazioni e limiti oltre i quali non andare. Se il mondo esterno viene percepito come “orribile”, a chi spetta aiutare il giovane a capire come affrontarlo senza farsi schiacciare?

Il dott. Saito dà una prima e fondamentale indicazione: “I genitori rimproverano il figlio hikikomori, ma cercare di persuaderlo solo attaccandolo non aiuta a modificare la situazione. Per questo il mio primo consiglio è quello di accettare la condizione del ragazzo e di farlo vivere serenamente in casa. Così facendo migliora il rapporto genitore-figlio e lo hikikomori parla al genitore dei suoi problemi e del suo dolore. E’ da qui che può decidersi ad andare in terapia o ricorrere a un ricovero. Se perdura il conflitto tra genitori e figli è impossibile trovare una soluzione.” Insomma, problemi moderni e rimedi antichi!

Per chi volesse approfondire l’argomento:
Hikikomori: adolescenti in volontaria reclusione
Ricci Carla
Franco Angeli