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Esami scolastici: come possono i genitori sostenere i figli

Gli aiuti che un genitore può dare sono fondamentalmente di due tipi: quelli pratici e quelli emotivi.

vEsami scolastici: come possono i genitori sostenere i figli

Come aiutare i figli che devono affrontare un esame? Dal punto di vista pratico, ovvio consigliare di creare in casa un’atmosfera tranquilla che permetta al figlio di concentrarsi e rilassarsi. Perchè non aggiungere qualche gradita coccola fatta del suo menù preferito o di un film per rilassarsi un po’? O una passeggiata con tanto di gelato, tra un ripasso e l’altro, per far riposare il cervello stressato?

Sul piano emotivo, il ruolo del genitore è ancora più importante. Ogni esame porta con sé una carica di ansie e paure. Aiutare a farle emergere è un compito importante che ogni genitore può svolgere.

Naturalmente è importante dare importanza ad ogni minimo segnale del figlio: dagli stati d’animo a eventuali comportamenti o sintomi. Dietro al mal di testa, al continuo far cadere oggetti, a scatti di rabbia si cela la preoccupazione per l’esame. Ricondurre gli umori a questo appuntamento è necessario per non inscenare conflitti familiari privi di reale contenuto e rendere la situazione ancora più stressante.

Inoltre, cogliere un’eventuale richiesta d’aiuto celata dietro ai mal di pancia e ai silenzi, e rispondere ad essa è importante perchè fa sentire i figli ascoltati e capiti. Questo permette di ritrovare una buona dose di serenità per affrontare l’esame tranquilli.

Alcuni studenti prima di un esame esternano un atteggiamento di finto menefreghismo: “tanto non me ne frega niente”, “intanto più di così non riesco a dare”. Finto perchè maschera una dose elevata di ansia che viene negata. Il rischio di questo atteggiamento è quello di compromettere l’esito dell’esame (“non mi impegno così conosco già l’esito e non resto deluso…”). In questo caso sarebbe importante che, magari riprendendo la propria esperienza personale, il genitore ricordasse al figlio quanto sia normale essere agitati e preoccupati in certe situazioni, e quanto una giusta dose di ansia permette di attivare le risorse per migliorare la performance. Da qui, aiutarlo a riconoscere cosa lo rende così insicuro: qualche argomento ostico, un’insicurezza sua personale, ecc.

In generale, è necessario tranquillizzare i figli, ricordandogli l’impegno che hanno sempre dimostrato, sottolineando le qualità che possono aiutarlo ad affrontare le prove e chiarirsi le rispettive aspettative rispetto all’esame per, eventualmente, ridimensionarle (quanti ragazzi credono che i propri genitori amerebbero di più solo figli geni e a causa di questa convinzione si tormentano inutilmente per non ottenere risultati strabilianti?).

Ma, soprattutto, far capire che il loro valore (di ragazzi, di figli, di persone…) non dipende dall’esito di un esame, né si modifica con esso. Lo stesso vale per la stima e l’affetto che genitori e amici nutrono per lui.