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Bambino coccolato, adolescente sereno

Per i bambini le attenzioni e le coccole dei propri genitori è un'esigenza immediata che funziona come prevenzione in età adolescenziale



Ricevere le giuste attenzioni e cure dai propri genitori rende i bambini più sereni e adolescenti meno tormentati. I risultati non sono esclusivamente psicologici: come conferma una ricerca americana dell’Eunice Kennedy Shriver National Institute of Child Health and Human Development pubblicata a maggio sulla rivista Child Development, il tempo trascorso insieme ai genitori e le attenzioni ricevute da essi determinano la diminuizione dei livelli di cortisolo nei bambini.

Questo ormone, detto anche ormone dello stress, aumenta nei momenti di maggiore tensione emotiva: normalmente i suoi livelli sono alti la mattina e tendono a scendere durante la giornata. In situazioni di forte tensione fisica o psichica, la sua azione va ad inibire le funzioni corporee non indispensabili, garantendo il massimo sostegno agli organi vitali.

I ricercatori americani hanno osservato che nei bambini meno coccolati o che trascorrono meno tempo con i genitori, i livelli di cortisolo sono minori al mattino e aumentano nell’arco della giornata. Questo andamento indicherebbe che la mancanza dei genitori e delle loro attenzioni pone il bambino in uno stato di apprensione e quindi di stress.

Nei 1000 bambini, sottoposti a osservazione dall’infanzia all’adolescenza, le conseguenze di quanto sopra descritto si osserverebbero nell’adolescenza, quando l’impegno evolutivo del ragazzo è maggiore e maggiore è la percezione di stress in chi non ha ricevuto accudimento sufficiente.

La spiegazione psicologica di tale fenomeno è da ritrovarsi nella percezione infantile di essere amati. La relazione e la comunicazione tra genitori e i figli fino ai tre anni passa dal piano fisico: il bambino sente l’affetto con il corpo quando viene abbracciato, coccolato, guardato. Se ciò non accade (e ciò avviene frequentemente solo perchè i genitori sono al lavoro e non per loro carenze), il bimbo si sente abbandonato e non riconosciuto. La comunicazione verbale, nonostante sia importante stimolarla come apristrada per ciò che avverrà negli anni futuri, non è funzionale: per un bimbo di uno-due anni le parole “ti voglio bene” non hanno significato.

Genitori disponibili, che incoraggiano e sono presenti quando necessario, creano la “base sicura”, come la definì John Bowlby, di cui il bambino ha bisogno per crescere fiducioso in se stesso, autonomo e capace.
Una volta adolescenti, la pubertà e la ricerca di un’identità adulta pongono il ragazzo sotto pressione. Lo stress vissuto è molto forte per la condizione fisica e per i compiti evolutivi che l’adolescenza porta ad affrontare. Più solida è la base sicura, più sereno sarà per il bambino diventare un ragazzo indipendente, traghettando il rapporto con i genitori verso una dimensione più adulta e meno infantile.