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Volere un figlio: concepimento e gravidanza tra ansie e informazioni corrette

Arriva il momento che una coppia desidera un figlio. Dal progetto al concepimento e alla nascita del bambino c’è un ampio spazio animato da fantasie, desideri e paure che ogni genitore deve[...]

volere un figlio

Arriva il momento che una coppia desidera un figlio. Dal progetto al concepimento e alla nascita del bambino c’è un ampio spazio animato da fantasie, desideri e paure che ogni genitore deve affrontare. È un percorso emotivamente molto ricco, nel quale l’entusiasmi si alterna a timori.

Partiamo dall’inizio. I dati riportano che molte coppie hanno difficoltà di concepimento e molte di queste prima di rivolgersi ad uno specialista fa passare anni. Queste notizie animano l’ansia rispetto al proprio concepimento, soprattutto se è il primo: riusciremo a fare un figlio? Passa un mese, poi due, poi tre…alcune coppie vanno tremendamente in crisi e già si profilano davanti ai loro occhi scenari atroci.

I problemi legati al concepimento e più in generale alla riproduzione sono di varia natura: si sentono amiche che hanno avuto aborti, gravidanze e a rischio, parti terrificanti. E qui si scatenano altre tempeste emotive: porterò avanti la gravidanza? Starò così male, morirò di parto, ecc.

Per ultimo, ma sicuramente non meno importante, è la preoccupazione rispetto alla salute del feto. Gli screening prenatali, se da un lato tranquillizzano i futuri genitori, dall’altro attivano ansie e preoccupazioni: la coppia trattiene il fiato fino al ritiro degli esiti.

Vogliamo poi farci del male e elencare tutte le superstizioni legate al concepimento e alla gravidanza? La meno irrazionale è quella di non voler dire di essere incinta fino al raggiungimento del quarto mese: infatti nel primo trimestre si può verificare un aborto spontaneo, e quindi tenere la notizia per sé, in fondo, significa risparmiarsi l’eventuale necessità di raccontare a parenti, amici e anche a chi non conosciamo di aver perso il bambino. E poi le più assurde e inutile: dalle collane da evitare, alle voglie, ad un certo tipo di alimentazione per determinare il sesso o il carattere del nascituro.

Insomma, le forme delle paure legate al concepimento di un figlio possono essere delle più disparate. Naturalmente, esistono informazioni e rassicurazioni che ogni coppia può e deve avere su comportamenti ed eventualità realistiche. Nel sito Pensiamoci Prima è possibile reperire indicazioni fondamentali per prevenire o ridurre i rischi legati ad una gravidanza e per viverla serenamente con i corretti comportamenti.

Purtroppo, come le ricerche di psicologia della salute ci indicano, avere le giuste conoscenze non sempre inducono ad avere i giusti atteggiamenti né mettere in atto i comportamenti più adeguati. Ad esempio, quante donne incinte pur sapendo dell’effetto danno del fumo sul feto non rinunciano alla sigaretta? Molto spesso le credenze personali, le teorie che ognuno si costruisce in base alle proprie convinzioni e rielaborazioni di esperienze dirette ha il sopravvento su ciò che ginecologi e ostetriche spiegano.

Molto spesso, però, il problema è più complesso: diventare genitori è una questione che riguarda la coppia e i due membri della coppia in quanto individui, proiettati sia nel futuro che nel passato. Nel futuro rispetto al cambiamento travolgente che l’arrivo di un figlio comporta e nel passato in quanto figli in rapporto con i propri genitori. Ed è proprio all’interno di queste prospettive – diventare genitori ed essere figli – che si insinuano le paure e i timori quando una persona decide di volere un figlio. Colpe, rabbie, incomprensioni mai rielaborate nel rapporto con il proprio genitore risultano i punti deboli che non aiutano la persona a vivere serenamente la ricerca di un figlio e la gravidanza. Ansie immotivate (come, ad esempio, quelle basate sul voler essere una madre perfetta) e superstizioni, in conclusione, rappresentano un segnale delle insicurezze personali e di coppia rispetto al proprio divenire genitori.