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Dal film Bruno di Cohen nasce un caso

E’ nato un caso internazionale ad Hollywood. Il prroblematico caso è scaturito da una scena del film di Sacha Baron Cohen, Bruno. «Non esisto più – dice Ayman Abu Aita -. Da quando è uscito[...]


E’ nato un caso internazionale ad Hollywood. Il prroblematico caso è scaturito da una scena del film di Sacha Baron Cohen, Bruno. «Non esisto più – dice Ayman Abu Aita -. Da quando è uscito quel film, la mia figura pubblica nella società palestinese è distrutta. Io faccio politica, sono un pacifista convinto, sono anni che mi batto contro la violenza di questo conflitto. Di colpo, mi hanno fatto passare per un terrorista delle Brigate Al Aqsa. Qualcuno deve pagare qualcosa». Con queste parole Aita vuole essere risarcito da Sacha Baron Cohen, che lo ha ripreso nel suo ultimo film “Bruno”. A tal proposito il Corriere della Sera fa il punto della situazione.

Nel film Aita è ripreso in una “base segreta” del campo di Ein al Hilweh (in realtà, è solo un albergo della città), lo intervista sulla lotta armata («mi avevano detto solo che volevano parlare del Medio Oriente»), lo descrive come una imprendibile primula tanzim raggiunta solo grazie ai buoni uffici della Cia («mi hanno fatto chiamare da un’agenzia di stampa palestinese, la Pnn»), lo filma con le guardie del corpo alle spalle («ma quelli erano soltanto uomini della produzione del film»): insomma, l’avrebbe fatto passare per quel che non è.

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