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A Christmas Carol, visto da Tuttoilcinema

Hollywood Life porrà da oggi l’attenzione, periodicamente, alle recensioni critiche dei più significativi film in sala. Oggi vi proponiamo una lettura del film “A Christmas Carol”, di[...]


Hollywood Life porrà da oggi l’attenzione, periodicamente, alle recensioni critiche dei più significativi film in sala. Oggi vi proponiamo una lettura del film “A Christmas Carol”, di Robert Zemeckis. Riportiamo un brano del pezzo di Keivan Karimi, redattore di Tuttoilcinema.it, nel quale viene sottolineato l’intento di “mirabiliare” da parte del regista americano. “Non vuole emozionare, ma stupire”. Eccone un breve estratto:

Il film è sui livelli del natalizio Polar express, ma certamente migliore e più chiaro del fallimentare Beowulf, pellicole per le quali Zemeckis aveva già sperimentato il 3D. Gli effetti sono assolutamente buoni, ricchi, visivamente eccelsi. La storia è ormai trita e ritrita, un classico buonista intriso di speranza che ad oggi torna ad apparire leggermente melenso e favolistico. Pecca un pochino nei tempi, pur essendo riempito positivamente da personaggi costruiti con accuratezza. Non commuove certamente quanto il racconto originale di Dickens, ma di certo l’intento dell’autore non è principalmente quello di emozionare e riscaldare i sentimenti del pubblico, bensì vuole stupire, prendere alla sprovvista, far sviluppare l’immaginazione di chi guarda attraverso immagini spettacolari e assolutamente innovative per un classico fino ad oggi rappresentato al meglio dalla animazione Disney nel 1983 con Zio Paperone nei pani del vecchio Scrooge.

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