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Monetizzare i contenuti online

Prosegue il dibattito sui possibili modelli di business per i contenuti scritti online. Questa volta e’ il giornale inglese Guardian a proporre una strada che e’ stata gia’ percorsa, con[...]

Prosegue il dibattito sui possibili modelli di business per i contenuti scritti online. Questa volta e’ il giornale inglese Guardian a proporre una strada che e’ stata gia’ percorsa, con successo, per valorizzare i contenuti musicali. In pratica, gli inglesi, prendendo atto del fatto che i siti di streaming e vendita di mp3 funzionano bene, si domanda come mai non sia ancora stata inventata una piattaforma che possa dare le medesime soddisfazioni agli editori di quotidiani e riviste. Il Guardian ricorda che il primo a buttarsi in quest’avventura (sollevando un coro di critiche) fu Steve Jobs lanciando iTunes, piattaforma la quale, comunque, si basava (e si basa) sulla sua interazione con gli iPod. Sulla base di quest’esperienza sono nati diversi siti che invece non hanno device collegati e spesso non hanno limitazioni Drm ne’ di riproduzione. Fra i maggiori, spicca Dada, The music movement, che riesce a proporre ben piu di 3 milioni di brani, un vero record. Che la maggioranza degli altri siti similari stentano a raggiungere. E ora, visto che la strada sta diventando un’autostrada, sono in molti ad affacciarsi al business della musica, dai fondatori di Skype a Nokia, da social network fino a Google che ha realizzato un apposito motore su band e brani in accordo con alcune delle maggiori major del settore. Il Guardian sottolinea anche che la soluzione per la musica non e’ stata individuata dalle case discografiche, per cui sara’ difficile che nasca qualche cosa dalle case editrici. E conclude auspicandosi che la pirateria passi di moda e che il futuro per i contenuti editoriali venga da Silicon Valley…