Questo sito contribuisce alla audience di

Oblio, diffusione, segretezza della privacy

Dati personali online. La questione e’ piu’ che aperta. Massima protezione? diffusione? oblio? Una proposta di legge francese propone di fare eliminare tutti i dati dopo un certo periodo di[...]

Dati personali online. La questione e’ piu’ che aperta. Massima protezione? diffusione? oblio? Una proposta di legge francese propone di fare eliminare tutti i dati dopo un certo periodo di tempo stabilito dall’utente. Un’idea che sta riscuotendo un certo successo in tutto il mondo. Sarebbe un modo per tutelare quel “diritto all’oblio” che fa parte della cultura umana: tutto ha un inizio e, quindi, una fine. C’e’ anche chi propone di inserire una data di scadenza su ogni tipo di file messo su internet, dalle immagini ai post, dai video agli articoli. Ma fra questi vari punti di vista, va registrato anche quello di Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook. Secondo il ragazzo prodigio (e’ nato il 14 maggio del 1984 a New York) oggi, la maggioranza delle persone non e’ piu’ interessata a tutelare le informazioni che la riguardano. Questo in virtu’ del fatto che sul suo social network, grazie alla recente revisione delle impostazioni sulla privacy, ormai quasi tutti i profili sono diventati visibili anche da chi non ha stretto un rapporto di “amicizia” con i titolari. Il ragionamento del giovane e’ semplice: l’era della riservatezza e’ finita perche’ le abitudini sociali si sono evolute nel tempo. In particolare, sempre secondo Zuckerberg, il successo dei blog e di tutti gli altri servizi che permettono di condividere informazioni online, hanno decretato la fine della segretezza su cio’ che ci riguarda. Naturalmente, i ragionamenti del fondatore di Facebook, dopo aver fatto il giro della rete hanno raccolto molti commenti, la maggiore di essi non proprio favorevoli…