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Womenomics, brand del futuro

Che le donne siano basilari per l’umanita’ e’ un fatto naturale. Ma ora c’e’ chi vede nella parte femminile anche l’asse portante dell’economia mondiale. Da qui[...]

Che le donne siano basilari per l’umanita’ e’ un fatto naturale. Ma ora c’e’ chi vede nella parte femminile anche l’asse portante dell’economia mondiale. Da qui il termine Womenomics, coniato dall’Economist nel 2006 sulla base di una tesi del 1999 elaborata da un’analista di Goldman Sachs: il lavoro delle donne rappresenterebbe il maggiore motore dello sviluppo internazionale. Senza di loro, l’economia globale non potrebbe crescere sufficientemente. Tra l’altro, nei paesi dove l’apporto della quota rosa e’ alto, sarebbero minori anche i problemi demografici. In pratica, stando a questa teoria, l’uscita dall’attuale crisi internazionale sarebbe sostanzialmente nelle mani dell’altra meta’ del cielo. E la formula verrebbe riassunta con le seguenti parole: lavoro, donne, fecondita’. Da qui, la tesi (elaborata da Future Laboratory e Design Week) che Womenomics sia un brand dal grande futuro insieme con Concierge culture, Soft branding, New mass affluents, The slash/slash generation, Food futures. In Italia, la situazione non e’ delle migliori: l’occupazione femminile e’ al penultimo posto in europa, il 27esimo. Nel nostro meridione, le donne, anche quelle giovani, sono talmente scoraggiate, che avrebbero rinunciato a cercarsi un’occupazione. A fare compagnia al Bel Paese, ci sono anche Germania e Giappone. Mentre i paesi a maggior partecipazione femminile sono America e Svezia. Womenomics, quindi, sta facendo breccia in centri studi internazionali…