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Think B4 U post. E' meglio

Pensa prima di postare. Prima di fornire l’email, il numero di telefono, l’indirizzo di casa… E’ partita la campagna “Think B4 U post” rivolta ai piu’ giovani[...]

Pensa prima di postare. Prima di fornire l’email, il numero di telefono, l’indirizzo di casa… E’ partita la campagna “Think B4 U post” rivolta ai piu’ giovani utenti d’internet. L’occasione viene dal “Safer Internet Day” istituito nel 2004 dalla commissione europea e che ogni anno ha luogo in febbraio (il 9 di questo mese viene celebrato in piu’ di 60 paesi). Il punto e’ sempre lo stesso: rendere piu’ sicura la navigazione per i piu’ giovani affinche’ non vengano agganciati da sconosciuti (quasi la meta’ dei ragazzi, il 46%, risponde sempre per pura curiosita’). Affinche’ non debbano diventare vittime di bullismo e/o pettegolezzi e dicerie. Affinche’ si rendano conto che cio’ che immettono su internet (in un social network o in qualsiasi altro tipo di sito) diventa fruibile dal mondo intero per un periodo di tempo incalcolabile, quasi sicuramente fino alla loro eta’ adulta quando cercheranno lavoro e avranno rapporti sociali. Affinche’ capiscano che le immagini possono essere elaborate e distorte. Per questo, “Safer Internet Day” s’impegna a diffondere la consapevolezza sulla propria identita’ online. Una recente indagine Microsoft sui minori in rete (condotta in 11 paesi europei) rivela che il 75% di loro naviga da solo e viene contattato da potenziali predatori. Ne’ i genitori, ne’ i figli sembrano comprendere i rischi che si possono correre in rete. Quasi l’80% dei giovani europei ha un account su un social network (Netlog e Facebook, i piu’ conosciuti). Il 43% di loro invia e condivide informazioni personali senza nessuna precauzione. I minori italiani non sono da meno: il 26% di loro posta l’indirizzo di casa, il 56% rivela il nome della propria scuola, il 59% comunica l’indirizzo email e/o di instant messaging, il 76% scambia foto e video suoi e anche di amici. E i genitori sono sereni nel 59% dei casi e di questi, il 40% non adotta strumenti di parental control sulla navigazione. Secondo i teenager, invece, l’assenza dei genitori cresce fino 66%. Eppure, il 77% dei genitori italiani sostiene di avere una buona padronanza di pc e web. Anche se, secondo i figli, in realta’ a capirci qualcosa di nuove tecnologie e mezzi di comunicazione, sono soltanto il 56% dei loro genitori…