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I dinosauri nei nostri pc

Un recente studio ha evidenziato che normalmente sui nostri pc usiamo dei programmi antichi, quasi dei dinosauri. La maggior parte sono di Microsoft. Il piu’ vecchio di tutti e’ Word con ben[...]

Un recente studio ha evidenziato che normalmente sui nostri pc usiamo dei programmi antichi, quasi dei dinosauri. La maggior parte sono di Microsoft. Il piu’ vecchio di tutti e’ Word con ben 27 anni di attivita’. Seguono Powerpoint con 26, Excel con 25 e Photoshop con 22. Abbiamo, quindi, quattro applicazioni che sono in giro per i desktop da piu’ di 20 anni. Seguono Internet Explorer con appena 15 anni di carriera ed Opera con 14. C’e', poi, Msn Messenger che di anni sulle spalle ne ha 11. Mentre con 9 anni entra in classifica iTunes. Con 8, c’e’ OpenOffice, con 7 e’ la volta sia di Safari sia di Skype. Firefox ne ha 6, mentre Chrome ne ha appena 2. In pratica, piu’ della meta’ di questi programmi sono attivi da piu’ di un decennio e soltanto uno ne ha meno di cinque. In quest’analisi mancano i sistemi operativi e le applicazioni web, ma il punto che emerge e’ che sembra mancare spazio per programmi inediti. La dominazione degli “antichi” e’ fortissima. Come si fa a pensare, per esempio, a proporre un programma di fotoritocco in grado di competere con Photoshop? E fra la competizione fra i sistemi operativi? Windows e Mac Os non sembrano temere rivali. Linux non li spaventa. Certo, esistono dei casi come il browser di Google, Chrome, che in 24 mesi ha gia’ conquistato una larga fetta di appassionati riuscendo anche a superare Safari di Apple. Oppure come Dropbox, programma per archiviare e sincronizzare i propri dati. Da notare, pero’, che entrambi questi due esempi si riferiscono ad applicazioni legate al web. E, quindi, facendo due piu’ due s’intravede la strada del futuro: il Cloud computing. Ovvero niente da installare, tutto sempre a portata di mano ovunque ci si trovi…