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Umberto Eco: se il web e' idiota

Internet e’ buono. Internet e’ cattivo. Entrambe le cose. Nessuna delle due. Ogni nuovo media fa discutere e, soprattutto, incute paura. La novita’ e’ sempre malvista da che mondo[...]

Internet e’ buono. Internet e’ cattivo. Entrambe le cose. Nessuna delle due. Ogni nuovo media fa discutere e, soprattutto, incute paura. La novita’ e’ sempre malvista da che mondo e’ mondo. E molti esprimono la loro opinione senza sapere di cosa parlano. I politici sono i primi a non avere idee chiare su quanto dicono a proposito della rete e, tanto per cominciare, tentano (e in molti paesi riescono) a censurare ed imbrigliare i flussi di comunicazione online. Ma anche gli intellettuali ogni tanto fanno sentire la loro voce. L’ultimo a farlo e’ stato Umberto Eco, una delle maggiori personalita’ del nostro paese. Lo ha fatto durante l’ultimo salone del libro, quello del 2010 a Torino, durante un incontro su “L’avvenire della memoria”. La sua tesi, molto riassunta, e’ che “il web e’ idiota” perche’ distruggerebbe la memoria e non sarebbe in grado di selezionare le informazioni. E senza memoria, ha proseguito Eco, non si va ne’ all’inferno, dato che dannazione significa rivivere continuamente i propri peccati, ne’ si va in paradiso perche’ la beatitudine non sarebbe altro che un’ipnosi senza senso. Approfondendo le argomentazioni del semiologo, si nota come egli si focalizza sul fatto che il web sarebbe idiota perche’ trattiene qualsiasi cosa e il suo contrario, senza riuscire a filtrare nulla. E perche’ fornisce un eccesso d’informazione sempre presente e disponibile. Inoltre, sostiene Eco, non esiste la certezza che i supporti elettronici durino nel tempo, ne’ che questi potranno essere letti dai pc del futuro. Il rischio piu’ grave secondo Eco, e’ quello di perdere l’enciclopedia comune e di ritrovarci invece con sei miliardi di enciclopedie l’una diversa dall’altra. Sempre secondo l’autore de “Il nome della rosa” e’ da tenere d’occhio Wikipedia e sperare che si formi una comunita’ che corregga costantemente gli errori. Molti sono i commenti online a questa tesi del professor Eco, quasi tutti improntati sul fatto che Eco abbia una visione un po’ anacronistica e superficiale del mezzo, tipica di coloro che hanno poca dimestichezza con la tecnologia e tendono quindi diffidare dalle novita’…