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Cellulari, pericolosa diffusione fra i bambini

In Italia, soprattutto grazie alla televisione, vengono continuamente trasmessi messaggi in grado di condizionare pesantemente gli stili di vita, le priorita’, le mode, il senso di appartenenza e in[...]

In Italia, soprattutto grazie alla televisione, vengono continuamente trasmessi messaggi in grado di condizionare pesantemente gli stili di vita, le priorita’, le mode, il senso di appartenenza e in genere tutti quei comportamenti indotti dalla pubblicita’ e da cio’ che viene ripetuto nelle trasmissioni. Il risultato? L’uso del cellulare e’ dilagato fra i piu’ giovani in barba ai consigli dell’Oms che suggeriscono di limitarne l’utilizzo fino alla fine dello sviluppo (18 anni). Il telefonino, gia’ nel 2008, era presente nelle tasche dell’83,7% di coloro che rientrano nella fascia compresa fra gli 11 e i 13 anni (nel 2000, la percentuale di diffusione era del 35,2%). Si tratta di alcuni dei dati emersi durante l’ultimo congresso sulle nuove dipendenze dei giovani, organizzato a Firenze (27-30 maggio 2010) dalla Society for the Exploration of Psychotherapy Integration (Sepi) e dalla Scuola di Psicoterapia Comparata (SPC). Oltre alla preoccupante diffusione del cellulare, sono stati rilevati dei sostanziali aumenti della navigazione su internet, un eccessivo uso del computer, dei videogiochi (e, appunto, del telefonino), oltre a una progressiva dipendenza dall’attivita’ sessuale (spesso usato come mera merce di scambio fra i giovani), dal cibo, dallo shopping compulsivo e dal gioco d’azzardo patologico. Si tratta di nuove dipendenze, hanno spiegato i congressisti, che non riguardano l’utilizzo o l’abuso di sostanze psicotrope, ma sono ugualmente pericolose dato che possono indurre comportamenti e relazioni disfunzionali e problematici verso oggetti, attivita’, stili di vita, gestione del tempo, difficolta’ relazionali e distorti rapporti con la realta’ e il mondo esterno. Un decennio, l’ultimo che abbiamo vissuto, che ha livellato questo tipo di dipendenza azzerando differenze sociali, culturali, generazionali. I piu’ a rischio sono, ovviamente, i bambini, visto che i loro genitori spesso non sembrano in grado di rendersi conto di cio’ che e’ meglio per loro e per i loro figli…