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Colpo grosso per Associated Content

Con la messa online dei contenuti, i giornali tradizionali stanno riducendo il loro fatturato. Succede perche’ sul web non trovano utenti disposti a pagare per la lettura delle notizie e, nel[...]

Con la messa online dei contenuti, i giornali tradizionali stanno riducendo il loro fatturato. Succede perche’ sul web non trovano utenti disposti a pagare per la lettura delle notizie e, nel contempo, su riduce la redditivita’ della stampa su carta. Succede perche’ sulla carta, l’articolo e la firma valorizzano la testata, mentre online, attualmente, lo stesso articolo rappresenta un costo per la testata: gli utenti sono attirati dal suo contenuto, ma non sono disposti a pagarlo, dato che lo stesso argomento (magari senza firma, senza testata, senza scrittura professionale) viene comunque proposto su altri siti. Sono disposti a pagarlo soltanto se si tratta di notizie specializzate come quelle finanziarie, a patto che siano uniche come quelle, ad esempio, del Wall Street Journal. Molti media chiudono l’edizione cartacea: alcuni vanno in rete, altri non tentano nemmeno l’avventura d’internet perche’ hanno gia’ esaurito le risorse finanziarie. In questo desolante panorama, cosi ben descritto in punta di penna dal magnate dell’editoria Rupert Murdoch (”Ci troviamo nel mezzo di un dibattito epocale sul valore dei contenuti ed e’ chiaro a tutti i quotidiani che il modello attuale sta funzionando male”), spicca l’acquisizione di Associated Content da parte di Yahoo! per 90 milioni di dollari dopo una dura battaglia con l’altro pretendente all’acquisto, cioe’ Aol. Associated Content e’ un sito d’informazione fondato sulla condivisione di articoli frutto di cio’ che viene definito “citizen journalism”. Nato nel 2004, pubblica e distribuisce contenuti originali realizzati da oltre 380mila cronisti spontanei che producono circa 50mila nuovi pezzi ogni mese. Il suo successo si basa sulla semplicita’ di utilizzo: ci si iscrive, si producono contenuti e si viene pagati in base alla diffusione dei tuoi contenuti. Un formula piu’ che vincente dato proprio qualche settimana fa ha superato il sito del New York Times nel numero di visitatori unici. Attualmente, Associated Content ha una cinquantina di dipendenti sparsi fra New York e Denver e, stando alle previsioni di Yahoo!, e’ destinata a crescere in modo esponenziale. Proprio nelle ore in cui il suo fondatore, Luke Beatty, intascava l’assegno, e’ ufficialmente fallito un giornale storico come Newsweek. In Italia operano alcuni siti simili come YouReporter (ottimo esempio di crowd funding) e Spot.Us dove pero’ c’e’ una redazione che controlla ogni pezzo e per scrivere, e’ richiesta una preparazione professionale…