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Cina, microblog censurati in massa

Le parole usate da Yao Yuan, blogger cinese dissidente sono senz’altro esagerate e fuori luogo, ma esprimono bene il clima che incombe sul web in Cina: “c’e’ stato un omicidio di[...]

Le parole usate da Yao Yuan, blogger cinese dissidente sono senz’altro esagerate e fuori luogo, ma esprimono bene il clima che incombe sul web in Cina: “c’e’ stato un omicidio di massa”. In realta’, i solerti censori (chi fa questo mestiere e’ solerte per definizione) avrebbero eliminato da internet centinia di account di microblogging, colpevoli di essere troppo diretti e di raccontare online fatti e argomenti che secondo il governo comunista non possono avere diritto d’esistere. Dopo l’oscuramento di Twitter risalente a piu’ di un anno fa, nel grande paese orientale erano nati diversi siti simili per dare l’opportunita’ agli internauti locali di diffondere i loro articoli e scambiarsi velocemente dei messaggi. Improvvisamente, qualche giorno fa, quattro di nuovi siti di microblogging sono stati chiusi. Uno risulta in manutenzione e gli altri tre sono tornati a versioni beta ancora non funzionanti. I governanti di Pechino sono sempre piu’ occupati (o per meglio dire, preoccupati) dalla diffusione delle piattaforme sociali tanto da chiudere ogni giorno qualche sito e, spesso, ad incarcerare i loro gestori. Non si sa che fine abbiano fatto, i creatori di sohu, sulla cui piattaforma c’era anche il microblog di Yao Yuan…