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La gogna del ventunesimo secolo

Che internet non diventi la “gogna del XXI secolo”. E’ l’appello di Ilse Aigner, ministro per la tutela dei consumatori in Germania. Tanto per cominciare, Aigner ha cancellato il[...]

Che internet non diventi la “gogna del XXI secolo”. E’ l’appello di Ilse Aigner, ministro per la tutela dei consumatori in Germania. Tanto per cominciare, Aigner ha cancellato il proprio account su Facebook per richiamare l’attenzione sulla chiacchieratissima gestione della privacy da parte del social network piu’ conosciuto del mondo. E, poi, ha chiesto di stilare un codice di condotta composto da dieci regole d’oro, per tutte le societa’ on line alle prese con i nostri dati, fra cui, naturalmente, spicca Google. In ogni caso, il sito piu’ bersagliato di critiche e’ sempre e comunque Facebook, e non potrebbe essere altrimenti dato che, proprio in questi giorni, ha festeggiato il raggiungimento dei suoi primi 500 milioni di utenti. D’altronde, non e’ uno scherzo gestire i dati personali di ben mezzo miliardo di persone di ogni nazionalita’. Fra le varie procedure sotto accusa, c’e', tra l’altro, quella che permette di aggiungere nei propri contatti anche persone che non sono ancora iscritte al servizio di social networking, le quali non hanno certamente dato il loro assenzo per un simile “scambio” delle loro informazioni. Un sistema che permette di diffondere dati comuni e, spesso, sensibili, senza alcun consenso. La societa’ di Mark Zuckerberg sta comunque gia’ lavorando per venire incontro alle esigenze dei propri iscritti. In maggio aveva ridotto a 15 le 50 impostazioni per la privacy affinche’ risulti piu’ semplificato il settaggio della riservatezza dei propri dati. Sempre recentemente, ma in Inghilterra, e’ stato varato il Panic button, dopo l’assassinio della giovane Ashleigh Hall, che ha incontrato il proprio assassino su Facebook. Grazie ad un accordo con Child Exploitation and Online Protection Centre (Ceop), questo bottone e’ attivabile tramite un’app dedicata appunto agli utenti piu’ giovani, i teenager con un’eta’ media che va dai 13 ai 18 anni. Nel frattempo, c’e’ un rallentamento della crescita esponenziale di Facebook. La fascia di nuovi utenti fra i 18 e 44 anni non s’iscrive piu’ con i ritmi serrati di qualche mese fa; fascia che e’ capitanata dalle donne fra i 26 e 34 anni, che pare siano le piu’ colpite dalle polemiche sulla gestione della loro privacy…