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Islanda, internet senza censura

Internet sembra rappresentare per il potere costituito un grave problema perche’ e’ puo’ ospitare notizie potenzialmente in grado di sfuggire a controllo ed eventuale censura. Paesi[...]

Internet sembra rappresentare per il potere costituito un grave problema perche’ e’ puo’ ospitare notizie potenzialmente in grado di sfuggire a controllo ed eventuale censura. Paesi totalitari come la Cina o Cuba, si stanno distinguendo come esempi di repressione della liberta’ d’espressione sul web. E molti altri, soprattutto appartenenti al cosiddetto primo mondo, stanno cercando di inasprire il controllo su quanto gira in rete. Ma c’e’ una novita’. L’Islanda ha votato una legge che va nell’esatta direzione opposta, quella della piena liberta’ e della piu’ ampia tutela di chi diffonde documenti o notizie che abbiano un reale interesse pubblico. E’ stata chiamata Icelandic Modern Media Iniziative (Immi). Ha avuto l’approvazione (all’unanimita’) del parlamento islandese poco piu’ di un mese fa. E, tempo un anno, il parlamento dovra’ modificare quattordici leggi per darne attuazione. In pratica, l’Islanda potrebbe diventare il luogo deputato del giornalismo investigativo internazionale. Fare da sponda a notizie sgradite, le quali potrebbero poi essere riprese dai media dei paesi interessati alla notizia in quanto, le notizie appunto, sarebbero gia’ di dominio pubblico. Certo, c’e’ anche il rischio di dare voce a mistificatori, disinformatori e calunniatori, ma la deputata islandese che ha tenuto a battesimo la Immi, e’ fiduciosa che il fenomeno di eventuali “trafficanti di notizie” sara’ limitato e non influira’ sulla sostanza di un legge che ha gia’ richiamato l’attenzione di gran parte del parlamento europeo (in particolare dei liberali) in quanto interessato a soluzioni contro i divieti che sembrano aumentare di giorno in giorno. Come funzionera’ se l’iter dell’Immi si concludera’ felicemente? Ogni documento immesso on line tramite un server islandese sara’ protetto da querele e ogni altro tipo d’intimidazioni. La giustizia islandese non tentera’ di scoprire chi li ha resi pubblici e non dara’ seguito a condanne comminate da tribunali esteri. Non basta, se i proprietari del server incriminato dovessero essere rinviati a giudizio, questi potranno a loro volta portare in aula (naturalmente islandese) coloro che li hanno citati, dichiarandosi minacciati nel loro diritto d’espressione…