Usa, accordi per pagare col cellulare

Usare i terminali mobili come strumenti di pagamento e’ un obbiettivo inseguito da diversi anni dalla maggiori compagnie di telecomunicazioni e carte di credito. Ma i problemi sono tanti e non[...]

Usare i terminali mobili come strumenti di pagamento e’ un obbiettivo inseguito da diversi anni dalla maggiori compagnie di telecomunicazioni e carte di credito. Ma i problemi sono tanti e non facili da risolvere. Tanto per cominciare, quello di standardizzare il flusso d’informazioni fra telco, cellulari (ognuno dotato di proprio sistema operativo), pos (ovvero i punti vendita e le banche) e i gestori di credit card. Essendo molti, frose troppi, i soggetti in gioco, la partita si presenta difficile. Eppure qualcosa sembra si stia muovendo. Negli Sati Uniti d’America, At&T, Verizon e T-Mobile Usa, in collaborazione con Barclays e con Discover Financial Services, avrebbe realizzato una tecnologia in grado di permettere ad ogni terminale di effettuare pagamenti personalizzati. Gli smartphone verrebbero cosi’ dotati di un banda d’identificazione a radio frequenza (Rfid) tramite cui scambiare dati con i Pos a brevissima distanza. Anche in Inghilterra le cose si muovono. La compagnia telefonica Orange collabora attivamente con Barclays per aggiungere i medesimi obbiettivi. L’idea comune a ogni latitudine e’ quella di rendere lo smartphone un device multifunzionale grazie al quale, prima di tutto, poter effettuare ogni tipo di transazione economica e poi, di poter fotografare, filmare, gestire la posta, ascoltare, guardarsi un video e via di questo passo, compresa, naturalmente, la possibilita’ di poter telefonare…

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