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Usa, i senzatetto vanno online

Un tempo i “senza fissa dimora” erano prevalentemente i piu’ poveri, i piu’ sfortunati e, soprattutto, i piu’ isolati e “invisibili”. Oggi, a causa della crisi, a[...]

Un tempo i “senza fissa dimora” erano prevalentemente i piu’ poveri, i piu’ sfortunati e, soprattutto, i piu’ isolati e “invisibili”. Oggi, a causa della crisi, a finire sotto un ponte sono anche persone che avevano raggiunto un’invidiabile posizione nella societa’ come, ad esempio, manager, professionisti o imprenditori. Si tratta di un fenomeno in crescita che per ora non sembra volersi arrestare. E non e’ difficile incontrare qualcuno fra di loro in grado di usare le moderne tecnologie. Per dare voce a questi “senzatetto” stanno nascendo diversi siti come il social network “we are visible“. La maggioranza dei clochard, infatti, ha la possibilita’ di collegarsi alla rete in luoghi pubblici, specialmente se si trovano nel nord america. In Italia, invece, e’ piu’ difficile, dato che per collegarsi bisogna presentare un documento e, spesso, pagare per il servizio. In ogni caso, un esperto di marketing statunitense dopo essere stato travolto dal proprio tracollo economico, non si e’ dato per vinto e ha cominciato a raccogliere centinaia di testimonianze ponendo sempre le medesime questioni: che cosa ti aspetti da futuro? come riesci a sopravvivere? se avessi la possibilita’ di veder realizzati tre desideri, quali sceglieresti? E l’impresa e’ stata molto ardua: le persone non volevano rivelare niente, erano chiuse in se stesse come ad voler dire “ieri era ieri, oggi e’ oggi”. Ecco quindi l’idea di un blog che ridia visibilita’ a chi l’ha persa. Lo trovi a questo indirizzo…