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Slashtag per scovare lo spam

I creatori di “Spam Clock” (di cui abbiamo scritto in un precedente intervento) sono anche i fondatori di “Blekko“, motore di ricerca da usarsi utilizzando slashtag, cioe’ le[...]

I creatori di “Spam Clock” (di cui abbiamo scritto in un precedente intervento) sono anche i fondatori di “Blekko“, motore di ricerca da usarsi utilizzando slashtag, cioe’ le parole chiave precedute da, appunto, uno slash (la barra verticale inclinata in alto verso destra). I risultati sono davvero interessanti e ognuno di essi puo’ essere archiviato come “like” (mi piace), “seo links cache ip” (indirizzi promossi) e, infine, “spam”. Gli stessi risultati si possono visualizzare per rilevanza o per data. Attualmente le ricerche piu’ gettonate sono su /likes, /politicalblogs, /shop, /date, /flickr, /youtube. L’obbiettivo che si sono dati i promotori di Blekko, e’ quello di tentare d’arginare il proliferare di pagine web che veicolano soltanto spam. Il loro e’ uno sforzo gigantesco, se e’ vero che piu’ del 40% di offerte di lavoro nel settore dell’information technology riguarda il reclutamente di personale in grado di creare web spam. Ogni pagina creata (che poi puo’ essere moltiplicata praticamente all’infinito) verrebbe pagata da un minimo di 5 centesimi ad un massimo di 1 dollaro. Chiaramente, nessuno di questi annunci rimane inascoltato e lo spam aumenta e aumenta. E il problema di questa pagine spazzatura non e’ soltanto quello di riuscire ad evitarle, ma anche di consumo energetico: per scansionarle, impaginarle, distribuirle e conservarle c’e’ chi ha stimato (per approssimazione, chiaramente) uno sforzo di energia pari al 15% del consumo mondiale…