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Speranze editoriali per l'iPad

L’iPad non pare essere la soluzione definitiva per l’editoria. E i contenuti giornalistici sembrano continuare a non trovare la loro forma ottimale di diffusione digitale. Alcuni esperti[...]

L’iPad non pare essere la soluzione definitiva per l’editoria. E i contenuti giornalistici sembrano continuare a non trovare la loro forma ottimale di diffusione digitale. Alcuni esperti sostengono che la formula valida per la carta stampata non sia applicabile ai bit, in quanto l’interattivita’ insita nelle nuove tecnologie la rende del tutto obsoleta. Ma gli editori, per ora, non sembrano volerne prendere atto e continuano strenuamente la loro battaglia galvanizzandosi ogni volta che un prodotto/novita’ si profila all’orizzonte. Non ultimo, quello rappresentato dall’iPad, ovvero il tablet della Apple. Qualche mese fa (grazie anche alle magistrali suggestioni di Steve Jobs) quasi ogni testata ha realizzato la propria versione su misura di iPad. Nemmeno i giornali piu’ tecnologici si sono tirati indietro di fronte alla chiamata delle sirene marketing messe in campo dalla mela morsicata. Stando a dati Audit Bureau of Circulations, Wired, ad esempio, ha venduto ben 100mila copie del primo numero della sua rivista su iPad. Molto bene le vendite dei primi numeri anche di GQ, Vanity Fair, Men’s Health, Glamour e tanti altri. Ma, a partire dal secondo numero, le vendite hanno cominciato a flettere vertiginosamente. Fino a scendere dell’80%: Wired, per esempio, e’ passata a piu’ o meno 20mila copie. Senza contare che, nel frattempo, il numero di iPad venduti e’ enormemente cresciuto e il prezzo di Wired e’ sceso di un dollaro. Fra pochi giorni dovrebbe debuttare The Daily, primo quotidiano al mondo creato apposta per la fruizione su iPad voluto dalla NewsCorp del magnate Robert Murdoch. Un esperimento sul quale il miliardario australiano punta molto…