Questo sito contribuisce alla audience di

Argomenti correlati

  • Pochi minuti per creare un'app

    Le applicazioni per i terminali mobili stanno vivendo un momento d’oro. Inventate da Apple per il suo iPhone (e poi per l’iPod e, adesso, per l’iPad) hanno avuto un tale successo da[...]

  • Musica illiminata con abbonamento

    Musica on line su abbonamento. Sicuramente Dada con il suo music store Play.me ha percorso questa strada quando la maggioranza dei siti non ci pensava nemmeno. E oggi sta raccogliendo, giustamente, i suoi[...]

  • Fiorella Mannoia nella nuvola Dada

    Tutta l’opera discografica di Fiorella Mannoia in una sola app per l’iPhone. E’ stata la net-company Dada a realizzare questa innovativa offerta: 4,99 euro per 10 album che contengono[...]

  • Musica per le nostre orecchie

    A distribuire la musica su internet ci provano in molti. C’e’ chi ci riesce grazie ad esperienza e intuito come dada.it o play.me, c’e’ chi chiude per manifesta illegalita’[...]

  • iTunes sulle orme di Dada e altri cloud music store

    I siti di condivisione di brani musicali come Dada, Play.me, Spotify e Rhapsody, pare stiano facendo riflettere iTunes o, quanto meno, lo stiano in un certo senso invitando ad evolvere i propri servizi. E[...]

  • Pink Floyd bloccano la vendita dei singoli brani

    Internet e contenuti, un binomio che toglie il sonno soprattutto a case discografiche e aziende editrici. D’altronde, passare dall’atomo (dischi, libri e giornali) al bit (mp3, ebook) non[...]

  • I dinosauri nei nostri pc

    Un recente studio ha evidenziato che normalmente sui nostri pc usiamo dei programmi antichi, quasi dei dinosauri. La maggior parte sono di Microsoft. Il piu’ vecchio di tutti e’ Word con ben[...]

  • Grandi manovre su YouTube: 3D e Tv

    E ora, ecco i video in 3 dimensioni. Quelli da guardare con gli appositi occhialini che danno sul rosso scuro che ci consegnano quando andiamo a un cinema che proietta appunto in 3D. Pare che il nuovo[...]

  • Monetizzare i contenuti online

    Prosegue il dibattito sui possibili modelli di business per i contenuti scritti online. Questa volta e’ il giornale inglese Guardian a proporre una strada che e’ stata gia’ percorsa, con[...]