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Amore e Psiche con il raccontatore Peppe Barra

Contaminazioni, commistioni, incontri sono in scena al Teatro Olimpico fino al 2 novembre 2008. Nel riadattamento teatrale della favola di Apuleio, si mescolano sapientemente la letteratura latina, la danza, il canto e... la Napoli verace

“La favola di Amore e Psiche”
da L’ Asino D’oro di Apuleio
Roma, Teatro Olimpico
dal 21 ottobre al 2 novembre 2008
con Peppe Barra e André De La Roche
regia di Renato Giordano

Al Teatro Olimpico di Roma è in scena lo spettacolo “La favola di Amore e Psiche” (dal 21 ottobre al 2 novembre) tratto dalla celebre novella incastonata nel romanzo latino “L’ Asino d’ oro” di Apuleio. Racconta la storia di Psiche, bellissima fanciulla che proprio per la sua bellezza suscita l’ invidia in Venere che decide di punirla facendola innamorare di un mostro. Cupido-Amore è incaricato di far avvenire ciò. Ma Amore alla vista di Psiche se ne invaghisce e decide di salvarla dalla morte facendola rifugiare in un castello dove i due consumano il loro amore. Tutto ciò suscita l’ invidia anche delle due sorelle di Psiche che decidono di vendicarsi facendo uccidere da lei stessa il suo amante.
Il testo classico è stato riadattato intelligentemente dal regista Renato Giordano, che prosegue il progetto “Satyricon Circus” ovvero la riscrittura di testi antichi nell’ ottica teatrale.
In questo caso ha dato una chiave di lettura più leggera, comica, popolare dell’ opera.
La leggerezza si è concretizzata sul palcoscenico in particolare grazie all’ interpretazione dello straordinario Peppe Barra (che ha anche collaborato al testo teatrale), che ha saputo coinvolgere totalmente il pubblico attraverso la sua verve, la sua ilarità, trascinandolo più volte alla risata lanciando battute, doppi sensi sempre in dialetto napoletano.
C’è anche da sottolineare la grande capacità di Barra, così come quella di Piero Carretto, che più volte lo affianca sulla scena in vivaci e memorabili duetti, di rivestire molteplici ruoli: sorella di Psiche, divinità dell’ Olimpo, voce narrante della storia, cantante negli intermezzi.
E dal canto si passa al ballo in una commistione ben studiata di prosa e danza. I balletti, eseguiti da Francesco Apruzzi, Antonio Balsamo, Sara Buratti, Imma Mauriello, Rosy Loconte, Giammarco Stefanelli e costruiti dal bravo coreografo Andrè De la Roche (che ne è l’ interprete principale), ricordano al pubblico attraverso la forza, la sensualità, l’ eleganza, la leggiadria dei movimenti la vicenda di Psiche e in particolare l’ itinerario dell’ anima ( in greco psychè significa appunto “anima”) che vaga nel mondo terrestre, irrazionale fino al ricongiungimento con il principio divino. Itinerario simboleggiato sul palco dalla scenografia,realizzata da Leonardo Conte e Alessandra Panconi, che mette in evidenza da un lato una rupe scoscesa (simbolo di materialità) e dall’ altro un tempio con alcune colonne (simbolo del mondo divino).
Lo spettacolo è inoltre arricchito dalle valenti presenze sulla scena di Francesca Nunzi e Francesca Marini.
In questa rilettura si mescolano sapientemente la letteratura latina, la danza, il canto e…Napoli.
Monica Menna

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