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“Miseria e Nobiltà” : un classico che non sente l’usura del tempo

Al Teatro Sala Umberto fino al 6 gennaio una delle commedie cult del repertorio di Scarpetta rimaste nella memoria popolare. Paolantoni (nei panni di Totò) e Paone ricordano la Napoli dei contrasti. Un’edizione attualizzata della pièce ma fedele al testo teatrale scarpettiano


Ha debuttato al Teatro Sala Umberto di Roma il 16 dicembre un classico del teatro di tradizione napoletano: “Miseria e Nobiltà” scritto nel 1888 da Eduardo Scarpetta.
La riscrittura e l’ adattamento del testo sono del regista Armando Pugliese, che ha realizzato una rilettura dell’ opera in chiave moderna e più attuale, senza perdere i tratti di rilevante comicità; dimostrando il valore del teatro tradizionale anche in un’ epoca come la nostra.
Nel primo coinvolgente atto è rappresentata la vita di due famiglie povere, quella dello scrivano Felice Sciosciammocca e quella del salassatore don Pasquale. Il primo ben interpretato da Francesco Paolantoni, il secondo dal bravo Nando Paone, due attori che sul palcoscenico trovano un’ intesa perfetta.
Viene da subito mostrata la loro situazione di estrema povertà, ben resa sia dalla scenografia di Bruno Garofalo che prima mostra l’ abitazione dei poveri e simpatici personaggi (un misero, buio e polveroso sottoscala arredato solo da un vecchio tavolo e da poche sedie logore), sia dai costumi di Raimonda Gaetani (antiquati e stracciati).
Come ha spiegato Paolantoni, in un’intervista, la pièce è un’edizione più vicina a quella teatrale di Scarpetta che non a quella cinematografica di Totò «dove la scena dello scrivano è stata aggiunta e risulta assente dall’originale». Nonostante ciò il pubblico non può non paragonare la commedia alla pellicola, realizzata nel 1954 da Mario Monicelli. Molte battute dello spettacolo sono conosciute a memoria dagli spettatori che a volte non resistono dal ripeterle con gli attori (come quella famosa “Vincenzo m’è pate a me”, ripetuta più volte nel secondo atto da Peppiniello, figlio di Felice); così come sono molte le scene storiche, celebri per tutti; come quella recitata da Don Pasquale (Enzo Turco nel film) che elenca a Felice (Totò nella pellicola) tutto ciò da comprare… o quella cult dell’ assalto agli spaghetti serviti in tavola – scena che chiude adeguatamente in modo plastico il primo atto della commedia - .
Ritmi veloci e incalzanti anche nel secondo atto caratterizzato dal cambio scenografia (un ricco palazzo tutto affrescato) dove le due famiglie di poveri si ritrovano a ricoprire il ruolo di improbabili ricchi. Non mancano imprevisti, colpi di scena, finzione…
Da sottolineare anche la bravura degli altri attori della compagnia: Antonella Cioli, Giuseppe De Rosa, Antonio Ferrante, Ernesto Lama, Patrizia Spinosi, Imma Villa, Elisabetta D’Acunzio, Carlo Di Maio, Ivana Maione, Lello Radice, Francesco Barra, Paola Beccanfuso, Antonio Fiorillo.
Monica Menna

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