Trio Bobo all’Auditorium: miscela di Davis ed Elio e le Storie tese

Quella del Trio Menconi-Faso-Meyer all’Auditorium Parco della Musica di Roma, il 10 febbraio 2009, è stata una serata intensa e – perché no? – divertente nell’ambito della rassegna dedicata al basso elettrico.

TRIO BOBO
Rassegna il basso elettrico

Auditorium Parco della Musica
Teatro Studio
Roma 10 febbraio 2009

La recensione

Un mix di jazz elettrico e di Elio e le Storie tese. Costruzioni di memoria “davisiana” e goliardia “eliana”. Quella del Trio Bobo all’Auditorium Parco della Musica di Roma, il 10 febbraio 2009, è stata una serata intensa e – perché no? – divertente nell’ambito della rassegna dedicata al basso elettrico.
Il Trio Bobo è composto da Alessio Menconi, chitarrista, e da Faso e Christian Meyer, bassista e batterista anche del gruppo di Elio e le Storie tese.
Jazzrock (più jazz che rock) originale, ma non manca un omaggio all’amato Zawinul ed ai Weather Report.
Le loro composizioni – dicono i componenti del gruppo – nascono live nel corso di lunghe jam. Si spiega così la costruzione variopinta con un’alternanza, nel loro contesto, di stili e di intensità.

Va sottolineato che il trio ha inciso qualche anno fa un ottimo disco per Videoradio, che merita di essere riscoperto ed apprezzato, mostrando una band in grande forma (guest star Elio al flauto). Molte composizioni originali ruotano attorno al “personaggio”- musa ispiratrice di Luigi Bobetti (nascono così “Bobetti’s revenge, “Acid Bobo”, “Bobemba”…).

Sala gremita al Teatro Studio dell’Auditorium, grandi vibrazioni e risate per qualche gag della formazione che gioca a non prendersi sul serio.
La ritmica lascia il segno. Faso al basso elettrico – che è lo strumento protagonista di una rassegna ad esso dedicato – contrappunta fortemente ma in alcuni casi ricama con soffici arpeggi. Meyer è un grande batterista che sa alternare intensità e ricerca di sfumature. Menconi muove la chitarra sul tappeto ritmico, volando ed improvvisando… qualche atmosfera più soft con echi della chitarra di Reinhardt, qualche altra con sonorità più rockeggianti e la chitarra che si fa più aspra.

Lunghissimo ed intenso bis finale con un brano tormentone che lega molti richiami ai “classici” dell’hard rock anni ’70. Rock e divertimento.
Gaetano Menna

Rassegna il basso elettrico

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