La recensione
In scena al Teatro Valle fino al 26 aprile 2009
“Le invisibili”, al Teatro Valle, è un racconto corale, emozionante e commuovente. Sette storie vere di giovani ragazze pakistane, nepalesi, indiane, costrette a diventare troppo presto donne.
Storie invisibili di ragazze invisibili.
Donne bambine costrette a sposarsi a quattordici, quindici anni dalle proprie famiglie con uomini molto più grandi e poi rifiutate in maniera abominevole dai mariti. Punite - per la scarsezza della dote recata o per atteggiamenti considerati troppo spregiudicati - attraverso una pratica orrenda come quella dell’ acidificazione.
Acido per deturparle, violarle, privarle della loro dignità, cancellarle.
In scena una specie di zattera, ma potrebbe essere una cuccia, un grande letto… E’ comunque un luogo appartato in cui le sette ragazze si mostrano inizialmente come delle amiche che si ritrovano a chiacchierare di argomenti futili in notti leggiadre di confidenze, di risate.
Amiche che guardano al futuro con speranza.
Poi bruscamente le sette giovani svelano al pubblico le loro tristi sorti (dalle nozze combinate, alle condizioni di solitudine…). Sogni adolescenziali che si infrangono troppo velocemente.
Sguardi che si spengono con l’ acido.
Emanuela Giordano e Lidia Ravera - autrici della pièce - raccontano efficacemente alcuni casi che in paesi lontani dal nostro purtroppo diventano routine, quotidianità; tanto da non essere neanche condannati in un tribunale o almeno riportati su un giornale.
“Non bisogna dimenticare”, afferma l’ attrice Maddalena Crippa mentre rilegge sul palcoscenico - in penombra - alcuni passi del libro “Sorridimi ancora” (da cui lo spettacolo trae ispirazione).
Una rappresentazione metanarrativa per denunciare e per riflettere.
Quello proposto è “teatro del dolore” (come per un certo tempo abbiamo avuto la “tv del dolore”…)? Forse è solo inclemente verità, un aprire gli occhi.
La produzione dello spettacolo “Le Invisibili” è del “Teatro Stabile d’Abruzzo” (l’ente teatrale regionale che ha sede a L’Aquila diretto da Alessandro Gassman) e della “Società per Attori”, in collaborazione con “Smileagain” (associazione che da anni si batte contro l’acidificazione delle donne nei paesi asiatici).
Ci piace sottolineare, in chiusura, l’impegno abruzzese per il “teatro civile”… i drammi sociali non devono restare “invisibili”.
Dal teatro del dolore al funerale del dolore…
Fuori dal palcoscenico: domenica 19 aprile si terrà il “Funerale del dolore femminile”; un corteo si muoverà dall’ ingresso di Villa Torlonia per giungere al Campo da Tornei dove la stessa scrittrice Lidia Ravera declamerà un’ orazione scritta per “seppellire” ad alta voce il dolore femminile e sarà deposta l’ opera “Bare Smile” dell’ artista Gaialight (un’ installazione fotografica dell’ opera sarà anche esposta nel Foyer del Teatro Valle in contemporanea alle repliche de “Le invisibili”).
Arte che si impegna a “stimolare la coscienza collettiva alla resistenza, al riscatto, al recupero, al superamento”.
Monica Menna

Claudio Costantino








