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Tosca e Venturiello: visionari e nostalgici musicanti di strada

Due narratori, due cantastorie, due musicanti. ..Raccontano e cantano la storia di Cosimina, una donna che ha sempre vissuto in campagna un’ esistenza semplice, pura, genuina, fatta di piccole cose, di feste popolari. Una vita scandita dal passaggio di bande musicali e illuminata dai colori orientali dei fuochi d’ artificio. "Musicanti", con Tosca e Massimo Venturiello, al Teatro Eliseo fino all'11 ottobre 2009. La recensione


La recensione della prima di giovedì 8 ottobre
In scena al Teatro Eliseo fino a domenica 11 ottobre 2009

In rilievo solo una strada. È una scelta scenografica essenziale ed efficace - quella di Alessandro Chiti - per una pièce come “Musicanti. Sonata a Cosimina” interamente affidata alle parole e alla musica.

“Musicanti” è uno spettacolo visionario, che narra una storia immaginaria nata dallo spunto della canzone “Il terzo fuochista” (scritta da Massimo Venturiello per Tosca e da lei presentata al Festival di Sanremo due anni fa, ndr).

Protagonisti della pièce sono proprio Tosca e Massimo Venturiello; di nuovo insieme sul palcoscenico - come nella vita privata - dopo il successo avuto nella scorsa stagione con lo spettacolo “La strada” (dove interpretavano i celebri personaggi felliniani Gelsomina e Zampanò, ndr).

Tosca e Venturiello sono due narratori, due cantastorie, due musicanti.
Raccontano e cantano la storia di Cosimina, una donna che ha sempre vissuto in campagna un’ esistenza semplice, pura, genuina, fatta di piccole cose, di feste popolari… Una vita scandita dal passaggio di bande musicali e illuminata dai colori orientali dei fuochi d’ artificio.

La bellezza della rappresentazione sta nella sua forza evocatrice.
Ci si immagina Cosimina, quella “bambina con le sue scarpine blu”, crescere, diventare adulta e invecchiare nella speranza che il suo unico amore torni. Sembra vederla ricamare giorno dopo giorno il suo vestito da sposa per un matrimonio che non avverrà mai.

Si respira l’ aria di campagna, si intravede “la gente che profuma di sudore e dignità”, si attraversano paesi diversi, si ricordano culture straniere riportando canzoni tradizionali (non solo italiane, ma anche yiddish, greche, macedoni, spagnole, portoghesi, rumene). Eccellente l’ apporto sul palco dato dalla banda di sette musicisti che suonano dal vivo (la direzione è affidata a Ruggiero Mascellino).

Un concerto-spettacolo che è un omaggio alle tradizioni popolari, nostrane e dell’area del Mediterraneo. Un bisogno di memoria, di recupero del nostro passato, delle “radici”.

Da sottolineare le grandi performance vocali di Tosca ma anche di Venturiello (in rilievo le versioni di “O sole mio” in napoletano e “Granada” in spagnolo). Particolarmente apprezzati dal pubblico che li acclama nel finale con una calorosa standing ovation.

Monica Menna

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