
“Secondo me”. La recensione
In scena al Teatro Italia fino al 28 marzo 2010.
“Secondo me” , al Teatro Italia, è una storia capace di alternare diversi stati d’animo: da momenti di comicità spensierati si passa ad improvvisi episodi drammatici che spiazzano lo spettatore, costringendolo ad interrogarsi sui motivi di tali cambiamenti. La ragione in realtà è solo una, non vi è niente da comprendere, è semplicemente il modo in cui scorre la vita, a volte esilarante, altre volte drammatica, ma comunque sempre imprevedibile, segnata inesorabilmente da eventi di fronte ai quali siamo impotenti.
La vicenda evolve davanti ai nostri occhi evocando riflessioni, stati d’animo e profumi. E’ la storia di Sergio, falegname, col suo profumo di legno, e di Cristina, sua moglie, col suo profumo di pane. Ma è anche la storia “dei” Giuseppe: il vecchio falegname, col suo profumo di vinavil; ed il giovane, ossessionato dal calcio, purtroppo, senza profumo…
Il talentuoso e poliedrico Michele La Ginestra porta a termine un nuovo capitolo del suo teatro ed un bel viaggio nel cammino tortuoso della vita, in cui la sua bravura d’autore si fonde con quella delle sue capacità attoriali e con l’abilità di aver saputo creare una galleria di personaggi semplici e umili ma allo stesso tempo profondi e reali.
La regia di Augusto Fornari ed una miscela di esperienza, eleganza e brio - grazie al cast di cui fanno parte il vigoroso Sergio Fiorentini, la raffinata Corinne Bonuglia ed il promettente Emanuel Caserio - completano l’opera di Michele La Ginestra. Gli interpreti si cimentano su diversi registri drammaturgici riuscendo a mantenere una costante carica emotiva, sia nelle parti comiche che in quelle tragiche.
Lo spettacolo non si fa certo mancare qualcosa: gioia e dolore, amore e adulterio, religione e morte.
Nell’insieme una vicenda ricca di eventi, di sensazioni e di immagini evocate dalle associazioni di profumi intensi e delicati come quelli del legno, del pane, del pesco, del ciliegio.
Una commedia reale, commovente e brillante allo stesso tempo.
Carla Pillitu

Claudio Costantino








