Questo sito contribuisce alla audience di

Massimo Ranieri festeggia al Sistina i 40 anni di carriera

Il popolare artista napoletano ripercorre tutte le tappe più importanti della propria splendida carriera attraverso le note delle sue canzone più famose e gli omaggi ai grandi interpreti (da Mina a Sergio Endrigo, da Lucio Battisti a Umberto Bindi, da Luigi Tenco a Gino Paoli, da Antonello Venditti a Franco Battiato). Ogni brano è fatto proprio, rivissuto con forza, espressione e fisicità. La recensione della prima del 24 marzo 2010


Canto perché non so nuotare. La recensione della prima del 24 marzo 2010
in scena al Teatro Sistina fino al 4 aprile 2010

Canto perché non so nuotare…da quaranta anni!” è musica, danza, teatro, festa, acrobazie, colori, emozioni.

Roma ha accolto con grande calore - nella prima di mercoledì 24 marzo - Massimo Ranieri che ripropone al Sistina il grande show che lo vede protagonista assoluto. Lo spettacolo sarà in scena fino al 4 aprile, dopo l’enorme successo della passata stagione.

Sul palcoscenico, accanto al popolare artista napoletano, ci sono tutte donne: dalle undici orchestrali alle sei ballerine (le cui coreografie sono di Franco Miseria e i particolari e coloratissimi costumi di Giovanni Ciacci).

Ranieri ancora una volta ha saputo affascinare, incantare e meravigliare il suo pubblico.
È un cantattore, un ballerino, un acrobata, un ginnasta… un vero e proprio istrione nelle cui vene scorre teatralità (riprendendo le parole della celebre canzone di Charles Aznavour riproposta dallo stesso Massimo in una versione molto intimistica).

Il popolare artista napoletano ripercorre tutte le tappe più importanti della propria splendida carriera attraverso le note delle sue canzone più famose (da “Se bruciasse la città” a “Rose rosse”, da “Erba di casa mia” a “Vent’anni” e dulcis in fundo “Perdere l’amore”). Racconta - sempre con entusiasmo e verve - le sue origini di quando si affacciava al mondo musicale.

E non manca ovviamente Napoli nella sua storia (celebrata con alcuni pezzi di repertorio tra cui Reginella e Marechiaro…). Emerge la Partenope più umile, quella verace, popolare e schietta osservata dal finestrone del palazzo in cui Ranieri abitava da bambino nel rione Santa Lucia, quella più estroversa e briosa (e la coinvolgente “’A Rumba d’e scugnizzi ”, interpretata con Badarà Seck, ne è simbolo).

Tanti poi gli omaggi ai grandi interpreti italiani (da Mina a Sergio Endrigo, da Lucio Battisti a Umberto Bindi, da Luigi Tenco a Gino Paoli, da Antonello Venditti a Franco Battiato).
Ogni brano è fatto proprio, rivissuto con forza, espressione e fisicità.

Compagno di viaggio del cantante partenopeo è il piccolo Lele D’Angelo: alter ego a ricordare il giovanissimo Ranieri pieno di talento. Sorprende il numero di tip-tap, a scarpe lucido brillante, eseguito dal piccolo, in coppia con il cantante, ricordando Fred Astaire; si uniscono in modo inter-generazionale ritmo ed eleganza sognando l’America.

Quella al Sistina è stata una serata di festeggiamenti: ricorrono i quaranta anni di carriera dell’artista (e per la speciale occasione l’orchestra ha intonato e dedicato a Ranieri un divertente “Happy birthday to you”). Il caloroso applauso del Sistina, l’affetto dei fans sono il miglior regalo per un artista che non saprà nuotare ma volare sì.

Monica Menna

Le categorie della guida