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Teatro Argentina: Napoli marottiana

Al Teatro Argentina, dal 4 al 16 maggio 2010, "L'oro di Napoli", con Gianfelice Imparato, Luisa Ranieri, Gianni Cannavacciuolo e le musiche di Nicola Piovani. Ispirandosi ai racconti di Giuseppe Marotta, si raccolgono le storie dolenti o comiche, tragiche e paradossali, vissute in un unico di quei palazzoni di cui pullula il centro storico di Napoli. La regia è di Armando Pugliese


TEATRO ARGENTINA
dal 4 al 16 maggio 2010

L’ORO DI NAPOLI
dai racconti di Giuseppe Marotta

adattamento teatrale
Gianfelice Imparato
Armando Pugliese

musiche di scena
Nicola Piovani

con
Gianfelice Imparato
Luisa Ranieri
Gianni Cannavacciuolo
Antonella Cioli
Giuseppe De Rosa
Loredana Giordano
Renato Giordano
Antonio Milo
Lello Radice
Giovanni Rienzo
Luigi Santoro
Davide Santoro
Valerio Santoro

regia
Armando Pugliese

Al Teatro Argentina approda “L’Oro di Napoli“, dal 4 al 16 maggio 2010. Napoli com’era, Napoli com’è. Napoli ed il suo “oro”, che è la sua napoletanità, la sua umanità. Napoli e la “napolitudine”. Napoli abbandonata, Napoli che sa ridere ed ironizzare… (ricordate, una risata vi seppellerirà).

La Napoli di Marotta, dei suoi acquarelli raccolti in un celebre volume del 1947 che è ora uno spettacolo teatrale grazie alla rilettura di Armando Pugliese e Gianfelice Imparato, con le musiche di Nicola Piovani. Ma attenzione non è una Napolio olegrafica quella proposta nella rilettura di Pugliese-Imparato, c’è una rilettura più disincantata, che guardano all’ieri per comprendere le origini dei mali odierni di Partenope.
In scena lo stesso Gianfelice Imparato con Luisa Ranieri.

La commedia si ispira al libro del 1947 di Marotta e non tanto al film di De Sica (Pugliese era contrario a quella che rischiava di essere una scimmiottatura del film).

E sottolineava Luisa Ranieri in un’intervista, riguardo l’allestimento: “Un grande condominio napoletano, dove brilla l’oro come centro della storia napoletana di Napoli, l’arte cioè di risorgere ogni volta dalle proprie ceneri; dove si intrecciano - tra spettacolari cambi di scena ed un montaggio cinematografico - storie, personaggi, passioni, illusioni, amarezze; e dove unb portinaio, Cannavacciuolo, porta a spasso perfino i turisti spacciando il condominio come centro della storia napoletana, dalla Rivoluzione del 1799 alle Quattro Giornate”.

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