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Al San Raffaele tributata un'ovazione al musical su Francesco

La nuova stagione del Teatro San Raffaele, con la direzione artistica di Pino Cormani, si è avviata con una vera novità: l'anteprima del musical "Forza Venite Gente" il 23 e 24 ottobre 2010. Il musical si trasferisce al Teatro Italia fino al 21 novembre. Una commedia musicale che ha la forza della semplicità con Silvio Spaccesi, Rosaura Mauri ed una ventina di cantanti e ballerini. La recensione

Forza venite gente. La recensione
In scena al Teatro San Raffaele il 23 e 24 ottobre 2010

La nuova stagione del Teatro San Raffaele, con la direzione artistica di Pino Cormani, si è avviata con una vera novità: l’anteprima del musical “Forza Venite Gente”; regia e coreografia Giancarlo Stiscia (aiuto regista e coreografo Maria Grazia Santucci, scene e costumi Erminia Palmieri, vocal coach Andrea Orlando).

“Forza venite gente” è un musical che ha 30 anni. Un meccanismo scenico semplice: l’alternarsi di balli e canti della compagnia, i monologhi ed i dialoghi dei due mattatori, Silvio Spaccesi e Rosaura Marchi.
Le scene sono essenziali, un grande olivo in vaso simbolo della pace, una pedana su cui i ballerini fanno i loro volteggi e le loro acrobazie.

Eppure questo musical dedicato a San Francesco (interpretato da Alessandro Marino) riesce ancora ad affascinare e coinvolgere. Non ha come quelli contemporanei stupefacenti effetti multimediali.
Ha la forza della semplicità. Canzoni orecchiabili ma con qualche guizzo, come il brano vintage dedicato a “sorella morte”.

Apprezzabile qualche trovata scenica come quella di rappresentare il lupo come essere umano (un cantante con il borsalino, maglia e copricapo rigorosamente bianchi) che balla con una dozzina di “cappuccette rosse”. Anche “sorella luna” e “sorella morte” sono due splendide ballerine (una vestita argentea, l’altra in nero ovviamente).

E la cerimonia per la “vestizione” di Santa Chiara (Pamela M. Grazia Arces) è una magica danza di veli nuziali assieme alle consorelle (l’unione a Dio).

Ottime le interpretazioni di Francesco e di Chiara. Coinvolgenti quelle del padre del Santo, Pietro di Bernardone (interpretata come nell’edizione storica del musical del 1981 da Silvio Spaccesi) e della cenciosa (Rosaura Marchi).
Spaccesi dà spessore al suo personaggio; lo fa parlare con accento umbro, lo tratteggia duro, sarcastico, intransigente. Alterna sberleffi e sarcasmo a preoccupazioni e paure per la sua sorte.

L’attore attraversa spesso la “quarta parete” come se volesse dialogare con gli spettatori; come un padre che parla ai padri seduti.
La cenciosa è pazza ma in realtà saggia. Esprime una serenità d’animo, una fierezza della povertà.
Nell’alternarsi dei quadri, danzati e cantati, con quelli recitati, lo spettacolo scivola via con leggerezza e piacevolezza.

Alla fine della rappresentazione domenicale gli spettatori del Teatro San Raffaele hanno tributato una vera ovazione, in piedi ad applaudire la lungimiranza, la professionalità, l’arte di due grandi protagonisti del teatro italiano. E apprezzando vivamente un musical che mantiene ancora oggi grande vitalità.

Dopo la riuscita anteprima al San Raffaele, il musical si trasferisce - dal 26 ottobre al 21 novembre 2010 - al Teatro Italia.

Claudio Costantino

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