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Palalottomatica: concerto di Francesco Guccini

Il 6 novembre si terrà l'atteso e imperdibile concerto a Roma, al Palalottomatica, di Francesco Guccini. L’artista emiliano ha compiuto recentemente 70 anni, con irritazione («sono vecchio, stanco e mi sono rotto i coglioni», dice). Un fastidio per lui, ma un’emozione per noi, naufraghi della vita, che lo abbiamo considerato un “porto”, che navighiamo da sempre sulle sue rotte cantautorali. I libri da leggere nell'attesa del suo live romano

PALALOTTOMATICA
Roma, Piazzale dell Sport
6 novembre 2010, ore 21

FRANCESCO GUCCINI
in concerto

Il 6 novembre si terrà l’atteso e imperdibile concerto a Roma, al Palalottomatica, di Francesco Guccini. L’artista emiliano ha compiuto recentemente 70 anni, con irritazione («sono vecchio, stanco e mi sono rotto i coglioni», dice). Un fastidio per lui, ma un’emozione per noi, naufraghi della vita, che lo abbiamo considerato un “porto”, che navighiamo da sempre sulle sue rotte cantautorali.

Nell’attesa di ascoltarlo, consigliamo di leggere i più recenti libri che lo riguardano.

Ha ragione Rolando Giannetti che gli ha dedicato un libro appassionato e riflessivo “In cerca d’un Porto. La canzone d’autore di Francesco Guccini” (Guida 2010, pagg 193, € 15.00). Si può scrivere la storia degli ultimi 40 anni leggendo, ascoltando e commentando le sue canzoni… Giannetti ricerca la verità e la “corporeità” dei personaggi proposti… Un libro appassionato, in cui l’autore del libro e la fonte del sapere sono in perfetta simbiosi.

Un altro bel libro dedicato al “cantastorie” è quello di Gianluca Veltri, “Francesco Guccini. Fiero del mio sognare” (Arcana 2010, pagg. 320, € 18.00). Circumnaviga attorno al suo canzoniere, che è esplorato come una mappa per orientarsi sui temi fondanti della poetica gucciniana: lo scorrere del tempo, il disincanto, il sogno americano, le radici, l’esotismo, la politica, le città, gli esclusi…

Da ultimo va assolutamente letta la (auto)biografia del cantautore “Non so che viso avesse. La storia della mia vita” (Mondadori, 2010, pagg. 225, € 18.00). La prima parte del volume è scritta in prima persona, 113 pagine di aneddoti, riflessioni ironiche, amarcord… La seconda parte del libro è realizzata - «per pudore e inusitata ritrosia» - a quattro mani con l’amico italianista Alberto Bertoni. Ci sono le città che hanno scandito le tappe della sua vita e della sua arte: Pavana sull’appennino pistoiese, col mulino degli avi, dove è tornato; Modena, dove è nato, città odiata e amata; Bologna, l’eletta, in via Paolo Fabbri. Parlando di sé in terza persona, con la complicità dell’amico scrittore, dice: «L’opera di Francesco Guccini si può dividere in due grandi pulsioni, diverse e speculari: quella dell’io e quella dell’altro. Raccontare se stesso e raccontare le persone, o raccontare se stesso attraverso le persone. La verità, per lui, deve essere cercata nei particolari delle singole vite».

Ci viene in mente il testo della canzone “Radici”, con quella immagine significativa dell’uomo nella “sua” storia: «Tu sei quelli che son venuti prima/ che in parte hai conosciuto, e quelli dopo/ che non conoscerai…».
Da ri-cantare con lui in una sera d’autunno a Roma.

Gaetano Menna

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