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Grande successo al Teatro San Raffaele con le bugie della commedia dell'arte

Con “Roma buciarda” sul palcoscenico del Teatro San Raffaele si sono vissute atmosfere da commedia dell’arte, costumi settecenteschi, maschere sui volti… con un’orchestra perennemente sul palco che intona le canzoni romane più belle. E così, magicamente, questo testo veneziano diventa un inno alla romanità, alla furbizia (che però non paga). La recensione

“Roma buciarda”. La recensione
In scena al Teatro San Raffaele dal 12 al 14 novembre 2010

E’ stato davvero un grande successo la tre giorni al Teatro San Raffaele di “Roma buciarda“. C’è la statua di Giulio Cesare, ci sono rovine del passato, a ricordarci che siamo a Roma e non a Venezia, per questo libero adattamento della commedia goldoniana “Il bugiardo”.

Con Roma buciarda” sul palcoscenico del Teatro San Raffaele si sono vissute atmosfere da commedia dell’arte, costumi settecenteschi, maschere sui volti…

Un’orchestra, perennemente sul palco, intona le canzoni romane più belle. E così, magicamente, il testo veneziano diventa un inno alla romanità, alla furbizia (che però non paga).

Un cast affiatato con un ottimo Riccardo Galopeira. In scena anche Milena Miconi e Francesca Nunzi. Manca invece Alvaro Vitali (per problemi di salute), sostituito egregiamente da Pino Cormani.

La replica di sabato 13 novembre è stata anticipata al pomeriggio per permettere agli spettatori di poter assistere alla partita Juventus-Roma. Si sa il pubblico degli spettacoli di Galopeira – che ha inciso anche un inno per la Roma – ha accesi tifosi che sono in teatro con sciarpe e colori giallo-rossi.

E per loro, alla fine, Galopeira porta in scena uno spassoso siparietto con il “funerale” dell’aquila laziale… per una chiusura da tifo da stadio

Claudio Costantino

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