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Astice e risate per festeggiare Natale 2010 in compagnia di Vincenzo Salemme

"L'astice al veleno", la nuova commedia del popolare attore napoletano è un vero e proprio "teatropanettone", nel senso positivo del termine. Una rapprsentazione divertentissima, ricca di verve con un Salemme poliedrico mattatore: La recensione della prima del 14 dicembre 2010


L’astice al veleno. La recensione della prima del 14 dicembre 2010
In scena al Teatro Olimpico fino al 23 gennaio 2011

Vincenzo Salemme ha debuttato con successo a Roma, al Teatro Olimpico, con la sua nuova commedia in due atti “L’astice al veleno” (che lo vede impegnato nel triplice ruolo di attore, autore e regista).

Nel periodo dei cinepanettoni (lo stesso Salemme è nelle sale cinematografiche con il film natalizio “A Natale mi sposo”, ndr) è arrivata anche l’ora dei teatropanettoni. “L’astice al veleno” ne è un esempio, nel senso positivo del termine. Si tratta infatti di una commedia divertentissima, ricca di risate, ambientata all’interno di un teatro proprio nel periodo natalazio (con Babbo Natale in scena).

I coprotagonisti, Maurizio Aiello e Benedetta Valanzano, interpretano il ruolo di due attori teatrali alle prese con le prove di un fantomatico spettacolo. Sono amanti e il teatro è il loro rifugio d’amore. Barbara Gargiulo (ovvero Benedetta Valanzano) non sopporta più il ruolo stretto da amante e così decide di farla finita avvelenando l’uomo che ama…

Sul palcoscenico è presente anche un comicissimo Babbo Natale (interpretato da Vincenzo Salemme) in realtà ricopre il ruolo di pony express a lavoro travestito da Babbo Natale in occasione delle feste. Salemme si conferma mattatore della scena. Recita filastrocche, canta, balla il tango, incalza con le sue battute speso improvvisate… è davvero esilarante quando racconta le difficoltà avute nel raggiungere il teatro; ha attraversato la città, la manifestazione, i black bloc (la prima avviene infatti in una giornata campale per Roma).

Tra consegne regalo, mini panettoni, linguine all’astice, musiche (di Antonio Boccia) e canzoni originali (testi di Salemme) si svolge la commedia. Vita e teatro, realtà e fantasia si confondono fino a coincidere. Salemme ci ricorda il grande valore che possiede il teatro: il potere di far sembrare tutto reale. Sul palcoscenico regna l’immaginazione: le statue si animano e prendono vita, un semplice sfondo scuro diventa un romantico cielo stellato, un carro di legno si trasforma in un pianoforte…

Vita e teatro si confondono dicevamo e così Salemme rompe la quarta parete scenica, interagisce con il pubblico, scherza con gli spettatori.

Tanti altri attori presenti in scena: Domenico Aria (nei molteplici ruoli di fonico, tecnico, costumista del teatro e “dama” di compagnia della prima attrice), Antonella Morea, Antonio Guerriero, Giovanni Ribò, Nicola Acunzo che interpretano quattro statue viventi (rispettivamente una lavandaia del ‘500, uno scugnizzo, un poeta rivoluzionario e un munaciello, figura dell’iconografia popolare napoletana).

Astice, sogni e buon umore un mix di ingredienti speciale per augurare un felice Natale 2010.

Monica Menna

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