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Teatro Quirino: ritorna lo "scugnizzo" della canzone napoletana

Lo show di Massimo Ranieri, al Teatro Quirino fino al 9 gennaio 2011, è più di un concerto. Il popolare artista partenopeo - da cantattore, ballerino, acrobata, ginnasta, istrione quale è - interpreta ogni brano con espressione e fisicità. La recensione della prima


Canto perché non so nuotare… da 500 repliche”. La recensione della prima del 21 dicembre 2010
In scena al Teatro Quirino fino al 9 gennaio 2011

Quattro stagioni di messa in scena, un milione di spettatori e… 500 repliche.

Massimo Ranieri festeggia con il pubblico romano il grande traguardo raggiunto del suo show “Canto perché non so nuotare”. E lo fa riproponendo al Teatro Quirino, nel periodo delle feste natalizie, questo stesso spettacolo con il consueto allestimento tutto in rosa (grande orchestra, coriste e ballerine sono tutte donne); e sarà in scena fino al 9 gennaio 2011.
Il titolo per la grande occasione è stato rinnovato in “Canto perche’ non so nuotare… da 500 repliche”.

Quasi tre ore di show (con la prima iniziata con ritardo a causa delle prove che si protraggono fino all’ultimo minuto) tra canzoni, balli, aneddoti. Il popolare cantante napoletano ripercorre i quaranta anni di carriera raccontando le sue origini; dalla ricerca del nome d’arte, all’opportunità di lavorare in America…
Si alternano parole e note.

Ranieri propone canzoni del suo repertorio (da “Se bruciasse la città” - che apre lo spettacolo - a “Rose rosse”, “Erba di casa mia”, “Vent’anni” e “Perdere l’amore” in chiusura) e omaggia anche grandi interpreti italiani: Mina, Sergio Endrigo, Umberto Bindi, Luigi Tenco, Gino Paoli, Antonello Venditti, Franco Battiato.

Lo “scugnizzo” alle soglie dei sessant’anni incanta ancora una volta il pubblico. Dopo ogni brano si susseguono tanti e calorosi applausi.

Compagno di viaggio del cantante partenopeo è il giovane Federico Pisano (alla sua prima esibizione teatrale): alter ego a ricordare il giovanissimo Ranieri pieno di talento. Sorprende il numero di tip-tap, a scarpe lucido brillante, eseguito dal piccolo, in coppia con il cantante, ricordando Fred Astaire; si uniscono in modo inter-generazionale ritmo ed eleganza sognando l’America.

Non si tratta solo di un concerto; Massimo Ranieri da cantattore, ballerino, acrobata, ginnasta, istrione quale è, interpreta ogni brano con espressione e fisicità.

Le canzoni eseguite divengono dei quadri in movimento, delle scene filmiche anche grazie all’ausilio delle coreografie di Franco Miseria e del corpo di ballo composto da sei ballerine.

Si passa dal quadro tetro, buio sulle note di “Luna rossa” in cui si respira il fumo delle sigarette accese al quadro idillico che accompagna il brano “Ti parlerò d’amore”. Dal quadro popolare, napotano-senegalese (accanto a Ranieri si esibisce il cantante Badarà Seck) della “Rumba degli scugnizzi” dal ritmo travolgente al quadro di “Erba di casa mia” in cui Ranieri canta sdraiato in terra come se stesse su un prato. Un gioco da equilibrista.

E non manca ovviamente Napoli… Emerge la Partenope più umile, quella verace, popolare e schietta osservata dal finestrone del palazzo in cui Ranieri abitava da bambino nel rione Santa Lucia.

Oltre dieci minuti di ininterrotti applausi richiamano trionfalmente Massimo Ranieri sul palco, per un bis atteso e vivamente richiesto con grinta dagli spettatori.

E la festa al Teatro Quirino si conclude sulle note di una bellissima canzone inedita di Ranieri che è stata aggiunta allo show: “Tutte le mie leggerezze”.

Un nuovo brano pronto a diventare un nuovo grande successo.

Monica Menna

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