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Il Canto di Natale di Topolino

Il classico di Charl Dickens interpretato da Zio Paperone e da tutti i personaggi della banda Disney, per ricordare a grandi e piccini il vero spirito del Natale.

Il Canto di Natale di Topolino

Molti film e cortometraggi che ci hanno accompagnati nei nostri Natali si sono ispirati al celebre libro di Charles Dickens “Il Canto di Natale”. Scritto nel 1843 per rappresentare l’Inghilterra di quel tempo, nella sua povertà e nelle ipocrisie di un governo che di fatto non faceva molto per risolvere la situazione, fa parte della raccolta di racconti “Libri di Natale“.

Una delle trasposizioni più memorabili e meglio riuscite del classico di Dickens, antecedente alla versione del 2010 diretta da Robert Zemeckis, è quella del 1983 realizzata dalla Disney, un cortometraggio animato dal titolo “Il Canto di Natale di Topolino” (in originale “Mickey’s Christmas Carol”). Il corto uscì nelle sale, almeno sul mercato americano, assieme alla riproposizione del film “Le avventure di Bianca e Bernie” e vide il ritorno sugli schermi di Topolino dopo trent’anni dall’ultima apparizione. Tuttavia Topolino, nonostante il titolo, non è il protagonista della storia.

Nel film, della durata di 24 minuti circa, il protagonista Ebenezer Scrooge è interpretato da Zio Paperone (il cui nome originale è Scrooge McDuck), mentre Topolino assume i panni del povero contabile Bob Cratchit. Il film è molto fedele al racconto dell’avaro Scrooge e della sua conversione durante la notte di Natale, tranne alcune piccole differenze. Tanti sono i personaggi della scuderia Disney che appaiono qua e là e a tutti gli sceneggiatori hanno assegnato ruoli molto indovinati, come ad esempio Paperino (il nipote Fred), Pippo (Jacob Marley), Gambadilegno (fantasma del Natale Futuro), il Grillo Parlante (fantasma del Natale Passato), il Gigante (fantasma del Natale Presente).

Contrariamente ad altri cartoni Disney, in questo il regista Burny Mattinson ha stemperato le parti più cupe della storia, adattandole alle esigenze dei più piccoli, tuttavia non eliminando gli elementi più tragici. Ad esempio è presente la scena molto drammatica in cui i Cratchitt piangono davanti alla tomba del piccolo Timmy ormai morto e poco dopo quella in cui il fantasma del Natale Futuro spinge Scrooge nella propria fossa.

Lo spirito del racconto è molto vicino a quello che Walt Disney ha sempre cercato di infondere nelle proprie opere e richiama alla mente le similutidini tra lo stesso fondatore della Disney e lo scrittore Charles Dickens. L’adattamento della storia e le animazioni sono eccellenti, così come buono è il doppiaggio italiano, rifatto nel 1990 con le voci italiane ufficiali dei personaggi Disney per sostituire quello realizzato nel 1983.

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